6 TRAPPOLE DA EVITARE NEL MONDO DEI DISPOSITIVI MOBILI

Nel caso in cui non te ne fossi ancora reso conto, i telefoni cellulari si stanno impossessando delle nostre vite! Questo significa che anche un rapporto solido con i consumatori potrebbe entrare in crisi se non li coinvolgi adeguatamente. Far conoscere la tua struttura alla giusta fetta di clientela, al momento giusto ed efficacemente è una sfida titanica e sempre più complessa.

Non sei convinto? Uno studio ha evidenziato che un utente tipo tocca il suo telefono 2.617 volte ogni giorno. Altre fonti sostengono che una persona normale prende in mano il cellulare 110 volte al giorno, con punte di 900 controlli per le persone con una dipendenza più spiccata. Apple ha recentemente confermato che i suoi utenti sbloccano i propri telefoni in media 80 volte al giorno.

Come fa un albergatore a orientarsi e come può raggiungere i clienti giusti? Expedia Group evidenzia per te alcune delle trappole più pericolose in cui potresti cadere quando definisci la tua strategia per dispositivi mobili e condivide alcune idee utili per ottenere il massimo dei risultati dal mondo di smartphone e tablet.

1. Trappola n. 1: sottovalutare l’importanza dei dispositivi mobili

I dispositivi mobili occupano un ruolo di primo piano nel panorama economico e ci si aspetta che entro il 2022 arriveranno a generare il 5% del PIL, ovvero 4,6 bilioni di dollari, ancora in crescita rispetto al 2017 in cui tecnologie mobili e servizi hanno generato il 4,5% del PIL globale, ovvero un contributo del valore di 3,6 bilioni di dollari di valore economico aggiunto.4 Se non usate ancora dispositivi mobili per acquisire clienti, state trascurando una fetta di viaggiatori in continuo e rapido aumento.

Nello specifico del nostro settore, le ricerche di viaggi che passano da dispositivi cellulari sono il 26% negli Stati Uniti e ancor di più nel resto del mondo: il 47% in Europa, il 40% in Asia, il 38% in Medio Oriente e Africa e il 34% in America Latina.5 I dati Expedia Group rivelano che 1 transazione su 36 e oltre il 50% del traffico7 provengono da dispositivi mobili. Questa penetrazione degli strumenti mobili è un fenomeno globale e i mercati in cima alla classifica di utilizzo sono sparsi in varie parti del pianeta. Tra i mercati più rilevanti nel segmento “mobile” per Expedia Group, la Corea del Sud è in testa con la percentuale maggiore di prenotazioni da mobile, seguita da Stati Uniti e Regno Unito.

2. Trappola n. 2: pensare che basti avere un’app, per avere degli utenti

Quando si parla di app per dispositivi mobili, dare per scontato che i viaggiatori scaricheranno subito la tua app, se ne hai una, è un approccio estremamente ingenuo come base di una strategia per il segmento mobile. I consumatori di oggi hanno davanti una tale profusione di scelte! Ci sono ben 3,6 milioni di app su Google Play e 2,1 milioni nell’Apple Store.8 Eppure, “il numero medio di app che vengono effettivamente utilizzate resta costante, con 27 app al mese. E il 49% degli utenti di smartphone non scaricano nuove app tutti i mesi”.9 Conquistarsi un posto tra le 27 app più amate sul telefono di un utente è una vera impresa e molto spesso chi ha scaricato un’applicazione finisce per abbandonarla e disinstallarla. Se guardiamo più da vicino proprio le app di viaggio, quasi due terzi degli utenti le abbandonano dopo 30 giorni.10
3. Trappola n. 3: interpretare in modo non corretto i comportamenti nell’uso dei dispositivi mobili

È uno degli errori più diffusi. Anche se molti si rendono conto del fatto che i dispositivi mobili hanno spazi limitati, può essere complicato individuare cosa davvero piace e cosa non piace agli utenti, e capire quali contenuti mettere in evidenza sui dispositivi mobili. Sappiamo che in media, prima di una transazione, vengono visualizzate tra le 30 e le 35 immagini e che le immagini sono responsabili per oltre il 50% del coinvolgimento di un utente. Gli altri fattori fondamentali sono, a seguire, l’interfaccia per verificare la disponibilità (18%), l’interattività delle mappe (12%) e le recensioni (7%).13

4. Trappola n. 4: considerare smartphone e tablet come l’ultima spiaggia

A lungo gli albergatori hanno considerato i dispositivi mobili come strumenti per ricevere prenotazioni per lo stesso giorno e come lo strumento a cui rivolgersi per riempire le camere last minute. Invece, i dati Expedia Group mostrano che le finestre di prenotazione da mobile sono distribuite sull’intero calendario.

Per alcune destinazioni di grande richiamo, come Lanzarote in Spagna, la finestra di prenotazione per i dispositivi mobili è di circa 65 giorni, la stessa della media delle prenotazioni che vengono effettuati con altre modalità.  E le finestre di prenotazione lunghe non si limitano a isole resort e a mete balneari. Città e destinazioni in tutto il mondo, come Venezia in Italia (53 giorni), il Denali National Park in Alaska, USA (49 giorni) e Okinawa in Giappone (46 giorni) generano prenotazioni da dispositivi mobili con tempi anticipati di ben oltre un mese rispetto alle date di partenza.

5. Trappola n. 5: dare per scontata una differenza tra ricerca e acquisto

C’è una falsa convinzione sul fatto che i dispositivi mobili siano usati maggiormente per la ricerca e non siano uno strumento di conversione efficace. Tuttavia, nella maggior parte del mondo, gli account connessi da dispositivi mobili compiono ormai più della metà delle transazioni online e gli acquisti in-app la fanno da padrone.15 L’America Latina è la regione in cui il trend positivo delle transazioni tramite dispositivi mobili è più marcato, con una crescita del 50% su base annua, mentre in Europa l’aumento è del 28% e negli Stati Uniti del 22%. Gli inserzionisti APAC con un’app dedicata agli acquisti hanno generato un incredibile 75% delle loro transazioni via app o via web su mobile.16

6. Trappola n. 6: lanciare un servizio e dimenticarsene

Diciamo le cose come stanno: gli albergatori sono costantemente sotto pressione e le continue innovazioni tecnologiche che rendono la vita facile ai consumatori a volte prosciugano le risorse di un hotel. Molto spesso, gli hotel cadono nella trappola di mettere in atto una grande strategia per il segmento mobile ma poi cancellano la voce dalla lista delle cose da fare e smettono di fare test, di imparare e di aggiornarsi.