A FOGGIA, UN TUFFO NEL PASSATO TRA ARTE, CULTURA E SEGRETI

Guardare al passato per amare il presente. In epoca medievale nelle stradine  di quello che oggi è il centro storico di Foggia, passeggiavano poeti, artisti e imperatori. E’ qui che l’ imperatore Federico II di Svevia, definito per la sua “modernità”, Stupor Mundi, volle edificare il Palatium, il suo sontuoso Palazzo Imperiale. Già, proprio qui, nel capoluogo dauno, lo Svevo stabilì la sede dei suoi interessi militari ed economici. Non solo. L’Imperatore amava Foggia anche per le bellezze naturalistiche: una vasta pianura circondata da monti e colline.

Ma come possiamo immaginare Foggia durante il dominio di Federico II, dal 1221 al 1250? Purtroppo non sappiamo quale fosse il volto della città all’epoca, in quanto distrutta dal terremoto del 1731. Ma dalle rovine, come un’Araba Fenice, questa città risorge. E il messaggio arriva proprio da un passato remoto legato ad un mondo sotterraneo fatto di cunicoli e ambienti suggestivi che trasudano storia e segreti.

Ci accompagna in questi spazi, Franca Palese, Responsabile del Dipartimento Turismo/eventi e scuole Associazione Ipogei Foggia , Guida abilitata dalla Regione e Referente per la Diocesi di Foggia per la chiesa della Misericordia. La incontriamo in un freddo pomeriggio di marzo in via San Domenico, per “immergerci” nel sottosuolo medievale di Foggia, fatto, come ci racconta Franca, di cunicoli, camminamenti e ambienti comunicanti attraverso scalinate:molto probabilmente volumi preesistenti che potrebbero appartenere al palazzo Imperiale di Federico II. Serviti per agevolare lo spostamento dei soldati e successivamente utilizzati  per scopi diversi, come depositi di derrate alimentari.

Ipogei_Federico_II_-_Foggia

 

Quasi riluttanti risaliamo in superficie. Di fronte ci aspetta un’altra piacevole sorpresa: la Chiesa della Misericordia in piazza Purgatorio, nota come Chiesa dei Morti. Splendido esempio di stile barocco, è costruita su strutture ipogee, costituite da archi e sotterranei. Ma prima di scendere negli storici anfratti, uno sguardo all’interno di questo gioiellino, che grazie ai marmi policromi dell’altare maggiore (arricchito dalle statue di San Michele Arcangelo a sinistra e dell’Angelo custode a destra, attribuiti a Lorenzo Vaccaro ), al notevole  Ecce Homo attribuito a Guido Reni, alle quattordici grandi tele rappresentanti le opere di misericordia corporali e spirituali, di Benedetto Brunetti (XVII secolo), e al prezioso soffitto ligneo,  “racconta” di arte e cultura.

chiesa misericordia

 

Dalla cappella laterale della  Chiesa scendiamo in un ampio ambiente caratterizzato da volte e archi di struttura medievale (anche per l’uso del materiale), che accoglie un pozzo di dimensioni straordinarie: circa 2,5 metri di lato e profondo oltre 21 metri dal piano stradale di via San Domenico. Secondo documenti quattrocenteschi conservati nella Biblioteca Angelica di Roma, questa zona potrebbe essere proprio il luogo esatto dove era situato il Palazzo Reale dello Svevo.

Ecco, dunque, Foggia insolita e segreta: la nostra “passeggiata” ci ha consentito di guardare con occhi nuovi numerosi particolari “visibili” nei luoghi che frequentiamo a volte tutti i giorni, senza neppure esserne a conoscenza. Un invito a scoprire aspetti ancora poco noti di Foggia, esattamente come è stato per noi!

Info e prenotazioni visite:

Franca Palese: 320/3724578