CHIRURGIA ESTETICA: SENO IBRIDO

Chi l’avrebbe mai detto che la ‘ciccia’ sui fianchi e sul lato b potesse servire per avere un décolléte da urlo? Dopo la prima sperimentazione Oltreoceano, un’innovativa tecnica di chirurgia estetica si appresta ad arrivare anche in Italia, Paese che secondo i dati Iaps 2017 si conferma quinto al mondo per interventi di chirurgia e medicina estetica dietro a Stati Uniti, Brasile, Giappone e Messico.
Si tratta del cosiddetto ‘seno ibrido’, tecnicamente definito come intervento di mastoplastica additiva ibrida, che si appresta a rivoluzionare anche il modo di intendere l’estetica femminile, segnando un nuovo imaginario della bellezza in cui il senso di naturalezza prende il posto della taglia maxi a tutti i costi.

Tra i primi chirurghi a lanciare la tecnica in Italia è Renato Zaccheddu che spiega: “L’aumento di seno è tradizionalmente ottenuto con l’uso di protesi di silicone,  che è un materiale estraneo al corpo umano, diverso come consistenza dal tessuto mammario ed adiposo che compongono il seno. Questo fa sì che quando si vogliono raggiungere volumi più importanti, la protesi tende ad essere via via più percepibile e palpabile. Questo rende il risultato proporzionalmente più sgradevole e meno naturale. In passato un tentativo per sganciarsi da questo effetto è stato fatto usando il grasso come volumizzante. Tale tecnica però portava alcuni svantaggi correlati soprattutto al riassorbimento del grasso iniettato, e quindi alla impossibilità di produrre un volume finale. Ecco allora che si è pensato di ottimizzare le due tecniche eseguendole contemporaneamente. Insomma,  una procedura ibrida, o meglio, un seno ibrido”.

Se infatti in passato tale tecnica è stata utilizzata per correggere situazioni derivanti da interventi oncologici, ad oggi la si applica ancora molto poco per i soli fini  estetici. La scelta di abbinare la protesi di silicone al grasso prelavato da altre parti del corpo, come addome, fianchi, cosce o ginocchi, risponde a delle ragioni attentamente studiate: In primis la naturalità: “L’utilizzo del grasso – continua Zaccheddu – comporta più copertura tissutale migliore grazie ad una pelle ispessita dall’uso del tessuto adiposo. Diversamente detto, risultati più naturali. La naturalità è infatti correlata alla poca visibilità della protesi”.
L’altro vantaggio è dato dall’effetto volumizzante: “ il grasso oltre a coprire meglio la protesi, come appena detto,  è esso stesso in grado di apportare un volume aggiuntivo contribuendo  ad aumentare la misura  totale del seno. Pertanto si potrebbe scegliere così di raggiungere un dato volume usando magari una protesi più piccola poiché parte del volume è ottenuto dal grasso. E questo ulteriormente incrementa la naturalità del risultato”. Altro vantaggio è l’aumentata leggerezza: “Il grasso è più leggero del silicone, quindi aumentando la componente di grasso e diminuendo quella di silicone, si arriva ugualmente al volume che ci siamo prefissati ma con un seno più leggero. Con effetti positivi sulla discesa del seno negli anni successivi all’ intervento”.

Ma quali sono le celebrity prese come fonte di ispirazione per il loro décolléte perfetto? Tra le tante che hanno ammesso di essere intervenute chirurgicamente, spiccano l’attrice Usa Kaley Cuoco che a Cosmopolitan americano ha dichiarato a che la scelta di aumentare il proprio seno l’ha aiutata a sentirsi a suo agio, la modella ed attrice Jenny Mccarthy che si è affidata al suo chirurgo due volte, la prima per rendere il proprio seno più piccolo, mentre la seconda più grande; la cantante e ballerina Kelly Rowland che, come si legge sul Dailymail.com, avrebbe ricorso ad un aumento del proprio seno dietro consiglio della mamma di Beyoncè e Gisele Bundchen la quale, come riportato su People.com, è ricorsa ad un intervento al seno dopo aver partorito, in quanto il seno destro era “imperfetto” rispetto a quello sinistro.

 

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