La carbossiterapia batte il botox

Zampe di gallina? Mascelle cascanti? Cellulite? Se sono questi i mali che vi affliggono, basta un’iniezione di anidride carbonica allo stato gassoso, e tutto scompare come per magia.
Non è uno scherzo, ma l’ultima frontiera della medicina estetica. Diffusa negli Stati Uniti, la carbossiterapia, ovvero un’iniezione sottocutanea di diossido di carbonio (meglio nota come anidride carbonica) sotto forma di gas, era una terapia già nota in Francia negli anni Trenta, dove presso le terme di Clermont-Ferrand veniva usata per trattare i problemi circolatori. La  novità è che mentre in passato la somministrazione dell’anidride carbonica avveniva per tramite bagni in acqua carbonica, adesso il trattamento consiste in una iniezione sottocute, praticata con un ago sottilissimo nelle zone “critiche”: rughe di espressione, ovale del viso, occhiaie o cuscinetti di cellulite.Ma come funziona la carbossiterapia? In pratica l’iniezione di anidride carbonica induce nei vasi sanguigni una dilatazione, che richiama sangue e ossigeno nell’area trattata. Questo meccanismo provoca una maggiore produzione di collagene da parte della pelle: così già dopo pochi trattamenti le rughe si distendono, le smagliature si assottigliano, le mascelle cascanti riprendono la loro forma originaria. Chi l’ha già provata ha ottenuto risultati straordinari, scrive il quotidiano britannico Daily Mail in un  articolo sul recente avvento della carbossiterapia in Gran Bretagna.
 Tutto così semplice? Sebbene l’anidride carbonica sia una sostanza completamente atossica (pare) e il trattamento meno costoso rispetto agli altri finora in commercio, alcuni pazienti hanno trovato le sedute insopportabilmente dolorose, e considerando che per avere risultati apprezzabili ce ne vogliono non meno di dieci, non sempre potrebbe valere la pena di sottoporsi alle iniezioni, tanto più che è necessario un “tagliando” di mantenimento ogni dei mesi.
Infine, come sottolineano alcuni dermatologi, si tratta ancora di una terapia sperimentale e non ci sono ancora dati certi sugli effetti a lungo termine di questo tipo di trattamento.

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