QUANDO LA MODA PARLA INDIANO

Oriente e Occidente si muovono sempre più inesorabilmente l’uno verso l’altro. Usi, costumi, mode e tradizioni si fondono, si influenzano, generando ibridi nuovi e dai molteplici ed imprevedibili risvolti. India, Cina e Giappone sono sempre più presenti nelle nostre realtà. Si lasciando alle spalle culture secolari per far propri nuovi modelli, senza però perdere mai l’occasione per affermare la propria autonomia ed originalità.

L’ultima conferma di questa tendenza globale? Lakme Fashion Week! Dopo New York, Londra, Parigi e Milano anche Bombay vuole la sua parte di gloria. Dal 28 ottobre al 4 novembre Bombay si è trasformata nella capitale mondiale dell’alta moda. L’apertura dell’insolita manifestazione di quest’anno è stata dedicata alla moda uomo disegnata da Narendra Kumar, una delle più importanti e prestigiose firme della moda indiana. Come ogni passerella che si rispetti anche qui non potevano mancare personaggi famosi, stars e giornalisti.

È stato infatti John Abraham, nuovo idolo del cinema di Bollywood, a dare il via alle sfilate indossando un capo della nuova collezione primavera-estate 2007 di Narendra Kumar ispirata all’arte astratta di Jackson Pollock e ai lavori di George Braque del movimento cubista.
Gli intricati ricami e disegni di batik sulle camicie, pantaloni di lino con grandi tasche ovunque, tessuti grezzi abbinati in modo creativo hanno entusiasmato il pubblico presente che gli ha dedicato una pioggia di applausi.

Alla sua seconda edizione, la Lakme Fashion Week, dopo la rottura con il Nift (National Institute of Fashion Technology, vero e proprio centro delle nuove generazioni di stilisti e creativi indiani) che organizza separatamente due sfilate a New Delhi, ha dovuto ritagliarsi un nuovo posto nell’affollato circo mediatico della moda.

Importante novità di questa edizione è stata la partecipazione, per la prima volta, di stilisti internazionali come il sudafricano Clive Rundle e i francesi Leonard e Nathalie Garcon. E’ stata anche l’occasione per presentare i nuovi volti della moda indiana che suscita sempre più interesse, come dimostra la presenza costante di buyers famosi di Sacks Fifth Avenue, H&M e Browns.

Altro interessante dettaglio di quest’edizione sono stati i provvedimenti presi dalla questura dopo lo scandalo nazionale provocato dal seno nudo della modella Carol Gracias, vittima, lo scorso marzo, di un incidente di sartoria e a cui seguirono le accese critiche delle frange più conservatrici indiane. Alcuni poliziotti in borghese hanno infatti presidiato le passerelle per i cinque giorni delle sfilate ed in caso di sorprese la questura aveva previsto un piano d’azione ben dettagliato per evitare qualsiasi tipo di “scandalo”.