VICINI DI CASA: IN ESTATE SEMPRE PIÙ “VICINI”

Durante la bella stagione, gli italiani trascorrono più di 5 ore a settimana nei propri spazi esterni (giardini, terrazze, balconi), favorendo gli incontri e gli scambi con il vicinato. Andare d’accordo con chi ci vive accanto non è sempre facile. Secondo i dati raccolti dalla ricerca “Tendenze nella progettazione di esterni residenziali” condotta da Houzz (www.houzz.it) – la piattaforma online leader mondiale nella costruzione, ristrutturazione e nel design della casa – un outdoor curato e piacevole rappresenta un’occasione di incontro e di socializzazione, anche con i vicini di casa.

Dallo studio emerge infatti che rinnovare e abbellire gli spazi esterni aumenta i momenti di condivisione: il 26%, addirittura, sceglie di intraprenderli in collaborazione con i vicini di casa, mentre il 17% si ispira agli spazi del vicino per sistemare i propri.

Come sfruttiamo i nostri rinnovati spazi esterni?  Per il 50% della community, durante i mesi caldi l’area esterna della propria casa diventa un locale in più a disposizione, da arredare con tutti i comfort, in cui potersi rilassare e trascorrere piacevoli momenti all’aria aperta e perché no, scambiare due chiacchiere da un giardino all’altro. Il 44% la attrezza invece con tutto il necessario per poter pranzare o cenare all’aperto, estendendo l’invito al barbecue anche a chi ci abita accanto. C’è anche un 20% che non rinuncia alle comodità di una cucina outdoor e sceglie di investire in griglie per la carne, lavelli oppure frigoriferi da esterno, preparandosi così anche ad accogliere al meglio amici e vicini per una cena in compagnia.

Ma tra giardini confinanti non è sempre tutto rose e fiori. A chi non è mai capitato di prendersela per l’atteggiamento di un vicino di casa? C’è chi rispetta i margini di tolleranza e, nel caso vengano superati, per il quieto vivere, si pone sempre con un approccio conciliante, e c’è invece chi si accende come una miccia. Nel 58% dei casi, le discussioni sono legate ai diritti di servitù, nel 25% ai confini di proprietà, mentre nel 17% la disputa si origina da una visuale non gradita. C’è anche chi lamenta il disturbo creato dagli animali domestici e chi mal sopporta (e rispetta) le regole di condominio (entrambi 8%).