“Zuppa di pesce”

Un matrimonio finito male, la perdita di una persona cara e tanti amori scomposti. Questa è la storia di Zara, protagonista del romanzo d’esordio di Tiziana Betto: “Zuppa di pesce” (Fermento – pagg.225 – 12€). Con amara ironia, l’autrice racconta le complicate esperienze amorose di Zara, dipingendo in modo divertente e originale, un ritratto alquanto insolito di ogni uomo della sua storia. La vita è un mare popolato di pesci piccoli e grandi, cattivi, invidiosi, passionali, volgari, egoisti, superficiali ma anche gentili, coraggiosi e magnanimi. Così descrive gli uomini Tiziana Betto, assimilandoli per tratti e caratteristiche peculiari, a pesci di specie diverse: il tonno era il padre, il piranha il marito, gli amanti sono il branzino, la sogliola, il pescespada e così via. Il vero amore è un delfino mentre l’ippocampo è il figlio. Ne viene fuori una singolare carrellata di tipi maschili nei quali ogni donna può identificare il suo uomo-pesce. Con un linguaggio ricco di metafore, in queste pagine, la protagonista è una donna che parla alle donne, lasciando emergere una femminilità dalle mille sfaccettature e un carattere forte e consapevole. Dopo tante vicende familiari e sentimentali dolorose, arriva il momento in cui ogni essere umano smette di farsi domande e chiede la felicità alla vita. Quindi alla vigilia del suo trentasettesimo compleanno Zara decide che “vuole trovare l’Amore” archiviando tutte quelle storie con uomini sbagliati che l’hanno fatta solo soffrire. Nonostante le difficoltà e le delusioni, Zara lotta come un gladiatore per essere sempre se stessa, realizzare i propri sogni e trovare l’amore. Alla fine ci riesce dimostrando che nulla è impossibile se ci si crede veramente e si sa ciò che si vuole. Seguendo un viaggio di crescita, attraverso il quale Zara approda alla conoscenza di se stessa, l’autrice affronta il tema dell’amore in tutte le sue accezioni, da quello paterno, a quello fisico, per arrivare all’amore vero e a quello verso un figlio. Capitolo dopo capitolo Tiziana Betto mette a nudo tutte le debolezze, le paure, le ossessioni, le viltà dei suoi uomini-pesce, i tipi maschili in cui le donne s’imbattono quotidianamente, regalandoci indirettamente preziosi consigli per evitare piranha, gamberoni, ostriche e pescispada. Per rendere questa zuppa di pesce ancora più intrigante e stuzzicante, l’autrice condisce il tutto con un pizzico di magia, numerologia, divinazione e spiritualità. La prosa fluida e accattivante di Tiziana Betto crea suggestioni che suscitano emozioni in cui ogni lettore può ritrovarsi, come in tutte le commedie dolci-amare della vita. E chi sa se il sapore della verità che caratterizza questa golosa Zuppa di Pesce non sia seguito da una succulenta Zuppa di Cozze dove saranno donne molto pericolose a insaporire il brodo.

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