Lumagica Merano trasforma i Giardini di Castel Trauttmansdorff in un percorso serale di luce fino al 6 gennaio 2026, con un itinerario di 1,3 km e oltre 300 installazioni.
L’ingresso: quando cala il buio e cambia la percezione
Arriviamo a Trauttmansdorff con quella sensazione tipica dell’inverno altoatesino: l’aria punge, ma è pulita, e già il parcheggio (e i primi passi verso l’entrata) ci mette nel mood. Non è “Natale” in modo urlato: è piuttosto un crepuscolo scenografico, dove il giardino smette di essere solo botanica e diventa palcoscenico.
Si entra e la prima cosa che succede è questa: rallentiamo. Lo spazio, di sera, si dilata. Le distanze sembrano più lunghe, i suoni più presenti. E quando compare la prima installazione luminosa, capiamo che la regia qui gioca su due leve: stupore (perché sì, è spettacolare) e orientamento (perché la luce ti “porta” avanti).

“Il viaggio di Sissi intorno al mondo”: un tema che non resta solo sulla locandina
Il filo narrativo di quest’anno è dichiarato: “Il viaggio di Sissi intorno al mondo”. E la cosa bella è che non lo trattano come un pretesto: lo usano davvero per cambiare ritmo e atmosfera lungo il tragitto.
Noi lo viviamo così: ogni “stazione” è un cambio di capitolo.
Ci sono scenari che ricordano culture e paesaggi, figure fiabesche e proiezioni più poetiche, con quella vibrazione da “racconto illustrato” che piace agli adulti quanto ai bambini. E in mezzo, il castello: presenza forte, quasi cinematografica. Non serve conoscerne la storia per farsi prendere, ma se Sissi è un immaginario che vi affascina, qui diventa un modo elegante per attraversare mondi diversi senza perdere coerenza.
Quando la luce diventa gioco: interazioni e “Sound to Light”
A un certo punto ci accorgiamo che non stiamo solo guardando: stiamo partecipando. Il percorso, infatti, prevede anche stazioni interattive dove “tocchiamo” (in senso lato) la luce: piccoli gesti, reazioni, cambi di intensità o di ritmo che fanno sì che l’esperienza non sia identica per tutti.
E poi c’è la parte più “wow”: lo spettacolo in cui acqua, laser, luci ed effetti sonori si incastrano come un micro-show dentro il cammino.
Qui la differenza la fa il timing: se riusciamo a beccare il momento giusto, ci fermiamo volentieri e lasciamo che la scena faccia il suo lavoro. È uno di quei punti in cui, anche se c’è gente, si crea una specie di bolla.
Il giardino d’inverno resta protagonista (e non è scontato)
La paura, con eventi di luci in un giardino, è sempre la stessa: “copriranno la natura?”. Qui, invece, la sensazione è che la luce dialoghi con lo spazio. Il terreno, le sagome degli alberi, i dislivelli, le prospettive: diventano parte della scenografia.
È un’esperienza che funziona perché non prova a essere un luna park: resta un parco botanico, solo che la sera viene riscritto con un alfabeto diverso. E questo, per noi, è un punto a favore.
Sostenibilità: la luce che non pesa (almeno quanto immaginiamo)
Tra i dettagli che ci fanno piacere (e che, oggi, contano davvero), c’è l’attenzione dichiarata al consumo: le luci sono impostate in modo sostenibile, con un consumo indicato nell’ordine di circa 14.000 kWh nei giorni dell’evento, un paragone spesso reso come “l’equivalente di circa 15 lampioni stradali in un anno”, grazie all’uso di tecnologia LED.

A chi lo consigliamo davvero
Se vi piacciono le passeggiate serali
Qui è perfetto: non è una cosa da “due minuti e via”. È un’ora (anche di più) in cui camminiamo, ci fermiamo, fotografiamo, ripartiamo.
Se avete bambini
È uno di quegli eventi in cui non serve “spiegare”: l’attenzione si accende da sola, soprattutto con le parti interattive.
Se cercate un appuntamento romantico ma non melenso
Sì: perché l’atmosfera è suggestiva, ma non kitsch. Il castello, il buio, il ritmo lento… funziona.
Se siete appassionati di foto
Qui la parola d’ordine è: niente fretta. Le scene reggono bene anche solo con un telefono, ma serve un minimo di pazienza (e mani calde, possibilmente).
Perché Lumagica funziona a Trauttmansdorff
Se dobbiamo riassumere la sensazione finale, è questa: non è solo un “evento di luci”, è un modo diverso di abitare un luogo già bellissimo. La narrazione di Sissi dà coerenza, le interazioni evitano l’effetto “guardiamo e basta”, e il giardino rimane protagonista, non semplice fondale.
E poi, diciamolo: in inverno abbiamo bisogno proprio di questo. Un’uscita che non chiede performance, ma solo presenza. Camminiamo, respiriamo, alziamo lo sguardo. E per una sera, Merano sembra ancora più silenziosa e luminosa.




