C’è un momento, durante ottobre, in cui il nostro rapporto con il divano cambia radicalmente. Fino a poche settimane prima, mettersi davanti alla televisione alle sei del pomeriggio sembrava quasi una dichiarazione di resa: fuori c’era ancora luce, qualcuno faceva aperitivo e noi avevamo l’impressione di sprecare ore preziose.

Poi le giornate cominciano ad accorciarsi, le finestre si fanno scure sempre prima e improvvisamente guardare un film alle diciotto diventa un’attività perfettamente rispettabile. Non siamo pigri, siamo in sintonia con la stagione. Una distinzione fondamentale, soprattutto quando dobbiamo giustificare il secondo sacchetto di popcorn.

L’autunno restituisce al cinema domestico un fascino particolare: una lampada accesa, qualcosa di caldo da bere, una coperta e la possibilità di scegliere un film senza sentirsi in dovere di uscire. Il problema, semmai, è decidere cosa guardare, perché le piattaforme offrono talmente tanti titoli che potremmo trascorrere l’intera serata leggendo sinossi. Per ottobre cambiamo metodo: scegliamo i film non per genere, ma per atmosfera.

Quando abbiamo voglia di pioggia e malinconia

Ci sono film capaci di farci sentire il rumore della pioggia anche quando fuori splende il sole. In the Mood for Love, di Wong Kar-wai, ci porta in una Hong Kong fatta di strade umide, corridoi stretti, abiti impeccabili e sentimenti trattenuti, mentre Midnight in Paris ci invita a passeggiare in una Parigi notturna dove il passato sembra nascondersi dietro ogni angolo. Due atmosfere diverse, ma entrambe perfette quando desideriamo rallentare e lasciare che siano le immagini a portarci altrove.

Le città in cui vorremmo trascorrere ottobre

Se l’autunno avesse una capitale cinematografica, New York avrebbe ottime possibilità di vincere. In Harry ti presento Sally troviamo librerie, ristoranti, passeggiate e conversazioni interminabili, con quella meravigliosa sensazione che una storia d’amore possa cominciare tra un caffè e un viale coperto di foglie. Per chi preferisce le luci della metropoli alla nostalgia romantica, Lost in Translation ci conduce invece in una Tokyo notturna, luminosa e malinconica, dove due sconosciuti scoprono quanto possa essere rassicurante sentirsi fuori posto insieme.

Un mistero, ma comodamente sotto la coperta

Ottobre risveglia anche il desiderio di storie enigmatiche, possibilmente ambientate in case enormi e piene di stanze nelle quali noi non entreremmo neppure accompagnati. Cena con delitto – Knives Out offre una villa stracolma di oggetti, una famiglia sospetta e un’indagine nella quale tutti sembrano nascondere qualcosa; The Others, invece, usa nebbia, silenzi e porte chiuse per costruire una tensione molto più inquietante. Il primo è perfetto per giocare a fare i detective, il secondo per ricordarci perché abbiamo installato tante lampade in casa.

Le commedie che ci riconciliano con la giornata

Ci sono sere nelle quali non desideriamo misteri né grandi drammi, perché la giornata ha già fornito materiale sufficiente. C’è posta per te è un piccolo concentrato di comfort autunnale, tra librerie newyorkesi, caffè e incontri romantici, mentre Julie & Julia ci trasporta in cucine piene di pentole, burro, ricette e ambizioni. Dopo averlo visto ci sentiremo probabilmente pronti a preparare una cena elaboratissima. La sensazione durerà fino alla lettura degli ingredienti.

Le case cinematografiche nelle quali vorremmo trasferirci

Esiste infine una categoria non ufficiale di film che guardiamo soprattutto per ammirare gli interni. In Amori & incantesimi, la casa delle sorelle Owens è un paradiso di stanze eccentriche, atmosfere magiche e cucine nelle quali vorremmo trascorrere l’intero mese. In Piccole donne, invece, la casa delle sorelle March conquista proprio perché è vissuta, piena di libri, tessuti, discussioni e affetto. Due abitazioni molto diverse, accomunate da un dettaglio fondamentale: ci trasferiremmo immediatamente in entrambe, possibilmente senza dover fare gli scatoloni.

Alle sei abbiamo già un appuntamento

Il bello di questi film è che non chiedono programmi impegnativi. Possiamo scegliere una città, una casa, una pioggia immaginaria oppure un mistero, e lasciare che la serata prenda forma da sola. Non dobbiamo recuperare tutti i capolavori della storia del cinema né trasformare ogni visione in un’esperienza culturale memorabile: qualche volta basta ritrovare un’atmosfera che ci faccia stare bene.

Quindi, quando alle sei del pomeriggio qualcuno ci domanderà cosa stiamo facendo, non serviranno giustificazioni. Stiamo guardando un film. E se fuori è già buio, tanto meglio: per una volta l’autunno ha organizzato la serata al posto nostro.