In un castello pieno di mostri, qualcuno deve pur occuparsi della vita quotidiana. Tenere insieme gli abitanti, evitare incidenti, assicurarsi che gli umani non arrivino con intenzioni ostili. A farlo è Frankie, una piccola creatura che tutti sembrano dare per scontata. È stato il primo esperimento del Professore. Ora, però, è anche quello che il suo creatore ha dimenticato.

Parte da questa solitudine “Frankie e le creature dimenticate”, il film d’animazione diretto da Steve Hudson, nelle sale dal 15 ottobre, distribuito da Vertice 360. Una rilettura del mito di Frankenstein che porta al centro della storia il desiderio di essere riconosciuti e la difficoltà di capire a chi affidarlo.

Un castello di creature improbabili

Frankie Testa Cucita è timido, premuroso e abituato a restare nell’ombra. Mentre l’eccentrico Professore continua a creare nuovi mostri, lui si prende cura del castello e dei suoi abitanti. Un compito poco appariscente, che richiede attenzione e responsabilità.

Intorno a lui si muove un piccolo universo di creature buffe e strampalate. Le atmosfere gotiche incontrano la commedia, mentre il colore alleggerisce l’immaginario di laboratori, esperimenti e mostri. L’avventura nasce dalla serie di libri per ragazzi “TestaCucita” — “StitchHead” — di Guy Bass, nella quale l’aspetto delle creature lascia spazio alle loro fragilità e ai loro legami.

In occasione dell’uscita cinematografica, il libro edito da Rizzoli verrà ripubblicato con una fascetta che riproduce il poster originale del film. Un’occasione per continuare sulla pagina l’incontro con Frankie.

La promessa di diventare qualcuno

A interrompere la routine del castello arriva Fulgenzio Trovamostri, impresario di uno spettacolo itinerante piuttosto malandato. La sua proposta tocca il punto più vulnerabile di Frankie: gli promette fama, fortuna e, soprattutto, amore.

Per chi si sente invisibile, essere finalmente al centro dell’attenzione può sembrare una risposta a tutto. Frankie lascia così il castello e gli amici, attirato dalla possibilità di una vita diversa. Il viaggio lo porterà a interrogarsi sul valore di quella promessa e sulla distanza tra essere esposti allo sguardo degli altri ed essere davvero conosciuti.

È qui che la storia trova il suo tema più interessante. Il bisogno di approvazione appartiene anche agli adulti, così come la tentazione di misurare il proprio valore attraverso la popolarità.

Tra gag e avventure, “Frankie e le creature dimenticate” affronta l’inclusione attraverso un protagonista che deve imparare a riconoscere ciò che lo rende diverso. E a vedere meglio chi gli è vicino. Perché l’affetto può essere discreto, quotidiano, persino imperfetto: proprio come la vita di quel castello dal quale Frankie desiderava allontanarsi.