Presentato alla 61˚ edizione del Festival di Berlino e vincitore del Miglior Film e della Miglior Regia al Gramado Film Festival 2011, Medianeras – Innamorarsi a Buenos Aires è il lungometraggio di esordio del regista e sceneggiatore argentino Gustavo Taretto, sequel del cortometraggio omonimo che ha ricevuto più di 40 premi in tutto il mondo, tra cui il prestigioso Grand Prix Clermond Ferrand, nel 2006.
Medianeras – Innamorarsi a Buenos Aires è una commedia dai toni drammatici che si snoda intorno ad alcuni assi portanti: l’effetto estraniante della città, Buenos Aires in questo caso, che con tutta la sua imprevedibilità può essere al contempo affascinante e ostile; il senso di solitudine dell’individuo, soprattutto se circondato da decine e decine di sconosciuti; l’isolamento sempre più diffuso causato dalla modernità e dalla tecnologia; la ricerca costante quanto complessa dell’amore.
“Medianeras – Innamorarsi a Buenos Aires” è il risultato di diverse idee che, ad un certo punto della mia vita, non ricordo esattamente quando, hanno iniziato ad emergere. Quasi tutte vengono fuori dall’osservare e l’essere curioso di Buenos Aires e di coloro che vi ci abitano. – Gustavo Taretto
SINOSSI:
Martin è fobico, benché sia in via di guarigione. Poco alla volta, prova ad uscire dall’isolamento del suo monolocale e soprattutto dalla sua realtà virtuale. È un web designer. Mariana è appena uscita da una lunga storia d’amore. La sua vita è una totale confusione, proprio come l’appartamento in cui si rifugia.
Martin e Mariana vivono in edifici opposti sulla stessa strada, ma non si sono mai incontrati. Percorrono gli stessi luoghi, ma non si sono mai accorti l’uno dell’altra.
Come potrebbero del resto incontrarsi in una città di 3 milioni di abitanti?