Nel 1921, il peccato di Jimmy Gralton è stato quello di avere costruito una sala da ballo a un incrocio di campagna, in un’Irlanda sull’orlo della Guerra civile. La Pearse-Connolly Hall è un locale dove i giovani possono andare per imparare, discutere, sognare… ma soprattutto per ballare e divertirsi. Giorno dopo giorno, il locale diventa sempre più affollato e popolare, finché la sua fama di ritrovo di socialisti e liberi pensatori arriva alle orecchie della Chiesa e dei politici, che alla fine costringono Jimmy a fuggire in America e la sala da ballo a chiudere.
Dieci anni dopo, nel pieno della Grande Depressione, Jimmy torna nella Contea di Leitrim per prendersi cura di sua madre, deciso a condurre una vita tranquilla. La sala da ballo è sempre lì ma abbandonata, e nonostante le pressioni dei giovani del posto resta chiusa. Ma col passare del tempo, Jimmy tocca con mano la povertà e l’oppressione culturale che affliggono la sua comunità, e il leader e l’attivista che sono in lui prendono il sopravvento. Così, decide di riaprire la sala, costi quello che costi…
Nelle sale dal 18 dicembre con BIM, il nuovo film di Ken Loach scritto da Paul Laverty si ispira alla vita di Jimmy Gralton, un personaggio realmente esistito di cui purtroppo non si sa molto.Chi era Jimmy Gralton?
Era un attivista impegnato, dedito alla causa. Quando Jimmy è tornato in Irlanda, dieci anni dopo esserne fuggito, non aveva nessuna intenzione di riaprire la sala: se l’avesse fatto, sarebbe finito di nuovo nel mirino delle autorità. A quel punto, se voleva restare in Irlanda avrebbe dovuto lasciare la politica o prepararsi di nuovo alla guerra. Qualcuno pensava che il cambio di governo aprisse nuovi orizzonti, ma uno come Jimmy, che conosceva la politica, sapeva che un uomo come De Valera avrebbe tradito gli interessi della classe operaia. Jimmy conosceva la lotta di classe e sapeva che il conflitto era inevitabile. Lui era tornato solo per aiutare sua madre a mandare avanti la fattoria, ed era esausto dopo vent’anni di viaggi e lavoro. Eppure, alla fine che altro poteva fare? Se sei politicamente impegnato, non hai scelta.
Straordinariamente generoso e sempre pronto a battersi per la gente. Da quello che si legge nei pochi documenti che lo riguardano, dava soldi a chiunque ne avesse bisogno. Non possedeva molto, ma quando è tornato dagli Stati Uniti ha portato con sé un grammofono e dei dischi, perché la gente potesse farsi un’idea di quello che succedeva dall’altra parte del mondo. La cosa più bella è che quando fu espulso l’ultima volta e tornò negli Stati Uniti, spedì parecchi soldi alle persone che lo avevano ospitato e nascosto durante la fuga, con la precisa istruzione di usarli per dare una festa.