Dal 6 all’8 marzo 2026, Motodays torna a Fiera Roma con una quattordicesima edizione che punta dritta al cuore della cultura motociclistica italiana: da una parte il desiderio di partire, esplorare, attraversare confini e paesaggi; dall’altra la memoria, il design, i modelli che hanno costruito un immaginario condiviso. È una scelta chiara, quasi identitaria, quella che guida l’edizione 2026: rimettere al centro il motociclismo come esperienza di vita, prima ancora che come semplice passione tecnica.
L’evento organizzato da Fiera Roma sceglie infatti di rafforzare due direttrici molto sentite dal pubblico: il turismo su due ruote e l’heritage motociclistico. Due mondi che non si escludono, anzi si parlano continuamente. Chi viaggia in moto cerca storie, strade e cultura; chi ama le moto classiche spesso cerca lo stesso, ma con uno sguardo più profondo sulla tradizione e sul significato dei modelli che hanno fatto epoca.
Il Mediterraneo come mappa emotiva del mototurismo
Il grande focus del 2026 è il mototurismo mediterraneo, una scelta costruita su un dato molto concreto: secondo quanto comunicato dall’organizzazione, oltre il 95% dei motociclisti italiani che viaggiano all’estero sceglie destinazioni nell’area mediterranea. È una percentuale che racconta molto bene le abitudini dei rider italiani: la vicinanza geografica conta, ma contano anche il clima, la varietà dei paesaggi, la possibilità di alternare guida, soste culturali, enogastronomia e itinerari panoramici.
Da qui nasce un’impostazione più coerente e mirata: Motodays non propone un racconto generico del viaggio in moto, ma costruisce uno spazio tematico dedicato ai Paesi e ai territori che si affacciano sul Mediterraneo, presentati come mete ideali per chi cerca itinerari iconici, strade spettacolari ed esperienze autentiche. Il claim scelto, “Mediterranean, Roads through History”, sintetizza bene questa visione: il viaggio non è solo spostamento, ma attraversamento di storie, culture e paesaggi.
Welcome Biker cambia volto e mette Roma al centro
In questa cornice si rinnova profondamente anche la storica area Welcome Biker, uno degli spazi più riconoscibili di Motodays. La novità non è solo estetica, ma soprattutto concettuale: l’edizione 2026 mette al centro Roma, valorizzandone il ruolo storico di crocevia mediterraneo. Una scelta che rafforza l’identità della fiera e crea un legame ancora più forte tra evento, città ospitante e immaginario del viaggio.
Il cambiamento si vede anche nella nuova collocazione fisica dell’area, che viene spostata al centro del Padiglione 4. Un posizionamento strategico, circondato dalle principali case produttrici, pensato per rendere l’esperienza più fluida e utile al visitatore. Non più una zona “di passaggio”, ma un punto nevralgico in cui incontrare persone, raccogliere idee, confrontare proposte e pianificare i viaggi della prossima stagione.
Il nuovo set up è stato ripensato proprio per dare più centralità all’area incontri, aspetto oggi fondamentale: il motoviaggiatore contemporaneo non cerca solo ispirazione, ma anche contatti diretti, consigli pratici, formule organizzate, racconti reali e interlocutori affidabili. È qui che Motodays sembra voler alzare l’asticella, trasformando la sezione viaggio in un vero hub relazionale.
Ambasciate, tour operator e viaggiatori: il viaggio si racconta dal vivo
Uno degli elementi più interessanti dell’impostazione 2026 è il dialogo tra soggetti diversi che ruotano intorno al mototurismo. All’interno dell’area mediterranea saranno presenti ambasciate e uffici del turismo, chiamati a portare non solo informazioni, ma anche momenti di folklore e approfondimento culturale. L’idea è quella di far vivere le destinazioni prima ancora di salirci in sella.
Accanto alle istituzioni, ci saranno anche tour operator italiani specializzati, che presenteranno itinerari e proposte per il 2026. Tra le realtà già annunciate figurano le ambasciate di Marocco e Spagna e operatori come Motoexplora, Libermoto e Motovunque, attivi proprio su tratte e territori mediterranei. Non manca poi il focus sulle grandi isole italiane, con Sicilia e Sardegna protagoniste di percorsi dedicati, mete che per molti motociclisti rappresentano un perfetto equilibrio tra viaggio, paesaggio e cultura locale.
A rendere ancora più viva l’area ci saranno promotori e organizzatori di eventi iconici, come Gianluca Romani con 10HP e Daniele Alessandrini con la storica “1000 Sassi”, insieme alle compagnie di navigazione, tra cui Caronte&Tourist, e a numerosi viaggiatori pronti a condividere le proprie esperienze.
Molto significativa anche la presenza della componente femminile, da sempre importante nel mondo delle due ruote e spesso ancora raccontata troppo poco: a Motodays saranno presenti l’ASD Donneinmoto e autrici come Paola Scarsi e Wendy Pojmann, segno di un mototurismo sempre più plurale, aperto e contemporaneo.
Infine, spazio anche all’anima off-road e adventure, con la presenza ufficiale dell’Africa Eco Race e di organizzatori come il Rally di Romania. Un tassello che amplia ulteriormente il racconto del viaggio in moto, includendo il desiderio di sfida, navigazione e scoperta su terreni più impegnativi.
Area Classic più grande e 80 anni di Vespa
Se il viaggio è una delle due grandi colonne dell’edizione 2026, l’altra è la riscoperta della storia. Motodays potenzia infatti la propria Area Classic, che cresce in modo significativo e si presenta come uno spazio ancora più ricco per appassionati, collezionisti e curiosi.
L’area dedicata alle moto d’epoca e al mondo heritage coinvolgerà club, restauratori e ricambisti specializzati, con una formula che punta non solo all’esposizione, ma anche al confronto e alla circolazione di competenze. Sono previste tre mostre tematiche dedicate alla cultura motociclistica, affiancate da una pedana incontri con talk, presentazioni e momenti di approfondimento.
È una scelta importante, perché restituisce centralità a un pubblico che non cerca solo nostalgia, ma qualità, tecnica, memoria e autenticità. L’heritage, oggi, non è un segmento di nicchia: è un linguaggio trasversale che parla al design, alla meccanica, alla cultura visiva e alla storia del costume.
E proprio in quest’ottica, Motodays 2026 celebrerà un anniversario simbolico per tutto il mondo delle due ruote: gli 80 anni della Vespa. All’interno dell’Area Classic, l’icona della mobilità italiana sarà protagonista di iniziative e contenuti dedicati, in un omaggio che unisce industria, stile e immaginario collettivo.
Un salone che unisce generazioni
Quello che emerge dalla nuova impostazione di Motodays 2026 è una visione più ampia e matura del motociclismo. Non solo novità di prodotto o adrenalina, ma un racconto capace di tenere insieme anime diverse: il futuro elettrico e la memoria meccanica, le academy per i giovani e i miti del passato, l’idea del viaggio e la dimensione della comunità.
È probabilmente questa la forza dell’evento romano: riuscire a parlare a pubblici differenti senza frammentarsi. A chi sogna il prossimo itinerario verso il Marocco o la Spagna, a chi prepara un tour in Sardegna, a chi restaura una moto d’epoca, a chi entra in fiera per la prima volta e cerca un punto di partenza. Motodays 2026 sembra voler costruire proprio questo: non solo una fiera, ma una mappa condivisa della passione motociclistica.




