Castello di Miramare: il sogno di Massimiliano d’Asburgo

Lasciata la località di Duino, dopo Sistiana, la strada si snoda a metà costa, sinuosa, lungo il litorale. La vasta distesa del mare unisce idealmente le sponde opposte: da una parte le foci dell’Isonzo, dall’altra le coste istriane. Centrale rispetto al golfo, Trieste appare in lontananza, circondata su tre lati dal caratteristico altipiano carsico. Ed ecco, protesa sul mare, stagliarsi, con «le bianche torri» cantate dal Carducci, la candida mole del Castello di Miramare. Appare come un luogo incantato, quasi irreale. Massimiliano d’Asburgo, fratello minore di Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria, volle questa dimora principesca. Spirito romantico, amante del mare, viaggiò molto ma desiderò anche una propria residenza nella quale soffermarsi per dedicarsi agli affetti familiari, agli studi preferiti. Si narra che, trovandosi al largo del golfo di Sistiana sul bragozzo «Madonna della Salute», sorpreso da una mareggiata, cercasse poi rifugio nella baia di Grignano. Il giorno dopo, passata la tempesta e il pericolo, si avvide della straordinaria, selvaggia bellezza del promontorio. Affascinato decise che lì, dove mare e terra si univano, sarebbe stato il luogo dove edificare il castello tante volte sognato. Acquistati i terreni, affidò quindi la progettazione all’architetto Carl Junker il quale la elaborò ispirandosi a neorinascimentali manieri austro-tedeschi e inglesi. Nel luglio del 1857 Massimiliano sposa la principessa Carlotta di Sassonia, la bella e diciassettenne figlia di Leopoldo I re del Belgio e di Maria Luisa d’Orleans. L’architettura degli interni della nuova dimora, è affidata a Franz e Julius Hofmann. Resa prestigiosa da lavorazioni ad intaglio o ad intarsio e dai serici parati riproducenti lo stemma del Castello che lo stesso Arciduca ha disegnato: un esotico ananas tra due ancore marine. Ogni ambiente appare disegnato con un proprio stile, secondo un gusto tipicamente ottocentesco. Così ad esempio il «Salotto azzurro», sfoggia coppie di mobili originali in stile rococò olandese, l’«Oratorio domestico» appare goticheggiante, il «Salotto giapponese e cinese» evoca ritmi e decorazioni di culture lontane. Ma il mare ha da sempre occupato in Massimiliano un posto importante, per cui sono frequenti al Castello gli arredi che ripropongono tematiche ispirate ad esso. L’Arciduca vorrà la propria camera da letto come una cabina di nave, il proprio studio, chiamato «Saletta Novara», uguale al quadrato di poppa dell’omonima fregata che lo aveva visto giovane marinaio. Altre sale richiamano motivi marini come ad esempio la «Sala dei Gabbiani». Contemporaneamente al Castello cresce anche il Parco che esteso ventidue ettari e ricco di piante provenienti da tutto il mondo, verrà plasmato sotto la direzione dei giardinieri di corte Laube e Jelinek. Così si realizzano il lago dei cigni, i padiglioni alpini, le umide grotte dove cresce il capelvenere e la felce. Gradinate fiorite di rose guardano al piccolo porto. Purtroppo il castello fu abitato da Massimiliano e Carlotta soltanto per quattro anni. Tragiche le vicende legate a questo luogo dalla collocazione suggestiva: Massimiliano morì trucidato in Messico nel 1867e Carlotta morì pazza 60 anni dopo in un castello del Belgio. Fascino e malinconia hanno determinato intorno al Castello storie e leggende per le quali ad esempio il possesso della dimora avrebbe determinato morte prematura in terra straniera, ciò consolidato dal fatto che lo stesso Duca Amedeo d’Aosta, che qui abitò dal 1931 al 1938, morirà poi in terra d’Africa a Nairobi nel Kenia. Durante l’occupazione tedesca al Castello soggiornarono i vari Comandi d’occupazione e dal 1945, dopo la liberazione, i generali delle truppe alleate. Sarà uno di questi generali, il neozelandese Freiberg, il primo a dar credito alla leggenda per cui preferirà abitare in una tenda fattasi appositamente montare nel parco. E si narra della presenza del giovane dinasta asburgico. Talvolta ricompare nel vasto parco del castello per ammirare ancora una volta le bellissime piante che importò da tutto il mondo. Viale Miramare I-34014 Trieste Tel. +39 040 224143 – fax +39 040 224220 info@castello-miramare.it