LA VITA, SE ALTRO SI DICE

Giacomo Leopardi è a Napoli, stanco, sfinito, malato. C’è molta gente che avrebbe tutto l’interesse a impossessarsi dei suoi averi, ora che è diventato celebre. E ci sono gli amici, i buoni amici che lo sanno bene e sono pronti a difenderlo. Sono loro ad aiutalo a cavarsi dal pericolo mettendo in scena la sua morte, con tanto di cadavere e funerale, mentre lui prende il largo diretto ai porti spagnoli, poi a Calais, infine, via terra, a Parigi. Ma le cose non vanno come previsto: una nave corsara incrocia quella che lo trasporta e Giacomo, malato e scosso, viene curato da una bella fanciulla mora, Josephine.

E’ l’amore, finalmente: vero, appagato, fisico, profondo. I due sono felici, possono esserlo. Ma non è questa la fine della storia: un’altra sorpresa lo aspetta, e aspetta il lettore, alla fine di questo divertissement aggraziato e melanconico, questa fantasticheria letteraria resa con grande finezza linguistica.

Massimiliano Timpano
La vita, se altro si dice

Bompiani

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