A gennaio abbiamo voglia di “ripulire” l’aria. Non per cancellare dicembre, ma per tornare a respirare in modo più leggero. E il profumo, in questo, è un alleato pazzesco: non cambia solo come ci sentiamo noi, cambia anche come ci muoviamo nel mondo. Più essenziale, più ordinato, più presente.
Qui non facciamo una lista di fragranze “da comprare”. Facciamo una moodboard olfattiva: accordi, sensazioni, abbinamenti. Così capiamo che profumo cercare (o come usare meglio quello che già abbiamo).
Perché gennaio “profuma” diverso
Gennaio è fatto di contrasti: freddo fuori, caldo dentro. Aria secca, sciarpe, cappotti, uffici riscaldati. In questo mix, i profumi troppo zuccherini o troppo densi a volte diventano stancanti.
Quello che ci funziona meglio è un profumo che:
- ci dà una sensazione di pulito
- ha un cuore morbido (muschio, talco, legni chiari)
- lascia un’eco luminosa (tè, agrumi, note trasparenti)
La moodboard: 4 famiglie perfette per gennaio
Note pulite
Sono quelle che ci fanno pensare a camicia appena stirata, asciugamani caldi, lenzuola fresche. Non sanno di “detersivo”: sanno di ordine.
Come suonano: sapone, aldeidi, talco leggero, cotone, “aria”
Quando le amiamo: ufficio, giornate piene, quando vogliamo sentirci “in controllo”
Effetto: pulito elegante, non invadente
Tè
Il tè è una nota furba: scalda senza appesantire. Ha quel lato “calmo” che a gennaio ci rimette in asse.
Come suona: tè nero, tè verde, matcha, infusi, vapore
Quando lo amiamo: mattine lente, weekend, lavoro concentrato
Effetto: comfort pulito, quasi meditativo
Muschi
I muschi sono la coperta morbida: fanno da base, arrotondano, restano addosso con discrezione. A gennaio sono perfetti perché dialogano benissimo con lana e cappotti.
Come suonano: muschio bianco, “skin scent”, crema, pelle pulita
Quando li amiamo: tutti i giorni, soprattutto quando non vogliamo “profumare troppo”
Effetto: pelle bella, intima, rassicurante
Agrumi
Gli agrumi sono la luce. A gennaio ci servono come il sole: ci tirano su senza urlare.
Come suonano: bergamotto, limone, mandarino, pompelmo, neroli
Quando li amiamo: mattina, palestra dolce, giornate grigie
Effetto: energia immediata, pulizia luminosa
8 “scene” di gennaio: scegliamo quella che ci assomiglia
Qui giochiamo: ogni scena è un piccolo profilo olfattivo.
1) Camicia bianca e agenda nuova
Pulito + muschi + un tocco di agrume
Perfetta se vogliamo una presenza ordinata, da “ripartenza”.
2) Tisana, libro e luce di finestra
Tè + muschi + legni chiari
È il profumo del silenzio bello, quello che non pesa.
3) Doccia calda dopo una giornata lunga
Note pulite + talco leggero + crema
Ci fa sentire subito “a posto”, anche se fuori è caos.
4) Passeggiata d’inverno con sciarpa morbida
Agrumi + muschi + un soffio di spezie gentili
Tiene alta l’energia senza diventare “festivo”.
5) Ufficio pieno, testa lucida
Pulito + tè + accento verde
Quello che non disturba nessuno, ma ci fa sentire centrati.
6) Weekend in città, cappotto e sneakers
Agrumi amari + muschi + legni asciutti
Minimal, contemporaneo, facilissimo da indossare.
7) Serata “soft”, non da festa
Muschio + tè nero + vaniglia asciutta
Caldo, elegante, zero zucchero stucchevole.
8) “Voglio scomparire nel mio profumo”
Skin scent muschiato + nota pulita
È quasi invisibile agli altri, ma a noi fa compagnia.
Come scegliamo il profumo giusto (senza impazzire)
Quando proviamo un profumo, a gennaio facciamo così:
- Lo testiamo sulla pelle, non solo su mouillette
- Aspettiamo 20–30 minuti: è lì che capiamo se ci piace davvero
- Ci chiediamo: “Lo sopportiamo per 8 ore?” Se la risposta è “forse”, è un no
- Valutiamo la scia: vogliamo presenza discreta, non una scia da ascensore
Piccolo trucco: in inverno il profumo “si aggrappa” ai tessuti. Quindi proviamo anche come ci sta con cappotto e sciarpa.
Come lo indossiamo a gennaio (per farlo rendere meglio)
Qui la differenza la fa la tecnica, non la quantità.
Dove spruzziamo
- un punto caldo (collo o nuca)
- un punto “morbido” (petto o interno gomito)
- un tocco sui capelli o sulla sciarpa (leggerissimo)
Quanto ne mettiamo
Se il profumo è pulito e muschiato, spesso basta meno di quanto pensiamo. A gennaio l’aria è più ferma, gli ambienti chiusi amplificano.
Errori tipici (che ci rovinano la moodboard)
- Spruzzare troppo “perché è inverno” e poi sentirlo addosso come un cappotto in più
- Scegliere un profumo super dolce quando in realtà vogliamo pulizia e ordine
- Cambiare profumo ogni giorno per ansia da scelta (meglio 1–2 firme olfattive)
- Cercare “durata estrema” e finire con fragranze che stancano
Il nostro rituale di gennaio: una firma olfattiva, non una collezione
Gennaio è perfetto per scegliere una firma e usarla bene.
Noi facciamo così:
- Di giorno: pulito + agrumi oppure pulito + tè
- Di sera: muschi + tè (più morbido)
- Nei weekend: quello che ci fa respirare meglio
E se vogliamo un gesto extra? Profumiamo la sciarpa (una sola spruzzata, da lontano). È il modo più semplice per avere comfort senza invadere.




