Perché la pelle non è un campo di battaglia, ma a gennaio sembra di sì
Gennaio non è un mese , è un test di resistenza cutanea.
Freddo, vento, termosifoni a palla, litri di caffè e umidità zero.
Risultato: la pelle tira, punge, si ribella.
E noi, creature già fragili, ci ritroviamo a googlare “crema che mi faccia tornare un volto umano”.
👃 Il naso: zona di guerra
Il naso spacca. Letteralmente.
Il contorno si screpola, l’interno brucia, e a metà giornata sembriamo statue di sale emotivamente instabili.
Qui serve un burro. Non una crema leggera “ad assorbimento rapido”.
Un burro vero, denso, senza paura.
Tipo “questa texture combatte il vento a mani nude”.
✋ Le mani: carta vetrata deluxe
Le laviamo venti volte al giorno.
Le infiliamo nei guanti con aria di prigionia.
Le dimentichiamo. E loro si vendicano.
Creme mani ovunque: scrivania, borsa, comodino, tasca del cappotto.
Il nostro consiglio? Quella col 20% di urea che sa un po’ di farmacia e un po’ di miracolo.
😶 Il viso: delicato ma giudicante
Ogni skincare routine d’inverno parte con la domanda:
“Perché mi guardi così?”
Siamo lucidi e secchi insieme, come una combo emotiva degli anni Duemila.
Routine base:
- Latte detergente (no a quello che “pulisce a fondo”: vogliamo vivere)
- Tonico lenitivo (non alcolico, grazie, non siamo pazzi)
- Siero idratante (l’acido ialuronico è l’amico che non tradisce)
- Crema barriera (spessa come la nostra armatura sociale)
- SPF. Sì, anche se è buio alle 16.
💋 Labbra: fragili come i nostri progetti per il 2026
Ogni balsamo labbra è il nostro tentativo di non sanguinare mentre sorridiamo.
Il trucco? Rimetterlo ogni ora.
Anche se non serve.
Anche se nessuno ti guarda.
È un gesto di amore personale.
🎯 In sintesi:
La skincare d’inverno non è lusso, è primo soccorso cutaneo.
Serve costanza, morbidezza, e la voglia di proteggersi davvero.
Perché sì, a gennaio siamo tutti un po’ più fragili.
Ma almeno possiamo essere fragili con la pelle compatta.




