È di scena al Teatro Quirino di Roma fino al 12 aprile “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller. Lo spettacolo, la cui regia è firmata da Giuseppe Patroni Griffi, vede nel difficile ruolo del protagonista, un tempo affidato a Raf Vallone, il siciliano Sebastiano Lo Monaco. La storia, ambientata a New York, narra la situazione sociale e morale di Eddie Carbone, scaricatore di porto immigrato dall’Italia, che vive con la moglie e la giovane nipote Catherine per la quale Eddie prova una sorta di passione che ormai va ben oltre l’amore paterno. Diffidente nel permetterle di scoprire il mondo esterno, Catherine è rinchiusa nella sfera “familiare” dove Eddie riesce così a mascherare con premure e attenzioni l’amore che prova per la ragazza. Il “perfetto equilibrio” crolla quando Catherine si innamora di Rodolfo, cugino della moglie immigrato clandestinamente con il fratello. La gelosia attanaglierà Eddie facendo così degenerare la situazione fino ad un epilogo cruento. Una commedia in cui l’incomunicabilità, con il suo manto di disagio, attanaglia i protagonisti incapaci di spiegare e parlare. Le parole non dette avranno un peso maggiore di quelle affermate tra rabbia e odio. L’uomo immesso in una società brutale, vittima di una realtà difficile fatta di soprusi e privazione, non riesce a comunicare con i propri simili. A questo punto il fato giocherà le sue carte. Sebastiano Lo Monaco adopera il suo dialetto siciliano trasformandolo in un linguaggio che carica il personaggio di umanità permettendo a chiunque di immedesimarsi nella vicenda. Mentre si assiste alla commedia, con ansia e timore dell’irreversibile, fa capolino di tanto in tanto un avvocato, interpretato da Franco Acampora, “portavoce” di una società distaccata ma consapevole. A completare l’allestimento di pregio le funzionali scenografie di Aldo Terlizzi. Così l’incombente ponte collega il pubblico alla famiglia Carbone.