Dal 31 marzo al 4 aprile è in scena al Teatro Trastevere di Roma Festa della Repubblica Cortocircuito Teatrale scritto e diretto da Giancarlo Nicoletti con Stefania Fratepietro, Giancarlo Nicoletti, Valentina Perrella, Luca Di Capua, Matteo Montalto, Pierpaolo Saraceno, Alessandro Giova, Cristina Todaro, Silvia Carta, Andrea Venditti , Alessandro Solombrino.
“Festa della Repubblica” è un cortocircuito teatrale unconventional: teatro di ricerca, commedia, dramma, sperimentazione, trash d’autore, indagine sociologica e poesia colta allo stesso tempo. Una scommessa irriverente di teatro spudoratamente contemporaneo, ma senza la patina radical chic; un tentativo di svecchiare le dinamiche teatrali classiche, strizzando l’occhio all’attuale produzione drammaturgica internazionale, nella ricerca di una fusione fra gli stili e i linguaggi di scena più distanti fra loro.
A Giancarlo Nicoletti, autore e regista, chiediamo chi sono gli undici personaggi in scena:
I personaggi in scena sono un’istantanea di alcuni “tipi” che popolano la variegata fauna dell’essere italico moderno. Giornalisti, politici, aspiranti showgirl e cantanti, mafiosi, complottisti, killer seriali, intellettuali, studenti: tutti alla ricerca del successo, dell’auto-affermazione del se, della fuga alla solitudine.
Ci sono affinità o differenze con i famosi sei personaggi in cerca di autore di Pirandello?
C’è un rapporto speculare rispetto al capolavoro pirandelliano: nei “Sei personaggi” pirandelliani, i protagonisti cercano la possibilità di far vivere la propria storia, rappresentandola e potendo dare “vita”, e quindi catarsi, al loro dramma; qui l’ auto- rappresentazione del sè, e della propria storia, è il presupposto da cui i personaggi partono, e non il fine a cui tendono. E’, quindi, un concetto di partenza, perchè l’obiettivo finale non è catartico nè salvifico, ma assolutamente aleatorio e spesso indefinibile: in questo richiama pienamente il vuoto di senso attuale.
C’è anche specularità, rispetto all’opera pirandelliana, sul piano del cosidetto “teatro nel teatro”: se in Pirandello l’escamotage della “commedia da fare” serviva a rivoluzionare il concetto stesso di rapprentazione e rappresentatività, qui c’è un vero e proprio “cortocircuito” stilistico e registico delle dinamiche del teatro contemporaneo, messe in discussione, rielaborate, in un gioco anche irrispettoso di alcuni clichè, ormai assurti a dogma, del modo di fare teatro.
Teatro Trastevere
via Jacopa da Settesoli 3
dal 31 marzo al 4 aprile