Non siamo quel tipo di persone che saltano giù dal letto con entusiasmo e luce negli occhi. Noi facciamo più parte della categoria “riaccensione lenta”: cinque minuti immobili, un’occhiata al soffitto, un pensiero confuso tipo chi mi ha autorizzato a essere adulta? e poi il primo gesto davvero sensato della giornata: metter su l’acqua.

Il punto non è diventare super-performanti. È iniziare bene. Senza scosse, senza drammi, senza sentirci già in ritardo su tutto. Una tazza calda è una piccola manovra di atterraggio: ci rimette nel corpo, ci porta nel presente, ci fa capire che sì, siamo sveglie… ma con gentilezza.

Negli ultimi giorni abbiamo preso l’abitudine di alternare due “mattini” diversi: uno più morbido, uno più netto. E abbiamo capito che non serve scegliere tra comfort e lucidità: si può partire soft e arrivare comunque pronte.

E qui entra in scena Valverbe, che abbiamo infilato nella nostra routine senza proclami, come si fanno le cose che funzionano davvero: una alla volta, con costanza.

Infuso del Mattino: il risveglio che non urla

Ci piace perché è il tipo di infuso che ti accompagna fuori dal sonno senza strattonarti. Lo bevi mentre apri le finestre, mentre la casa è ancora silenziosa, mentre la mente comincia a mettere in fila i pensieri. Non è una “sveglia chimica”: è più una modalità accensione graduale.
È perfetto quando sappiamo che la giornata sarà piena e vogliamo arrivarci con il passo giusto, non con l’ansia già addosso.

Come lo usiamo davvero:

  • appena alzate, prima ancora di decidere se abbiamo voglia di parlare;
  • in tazza grande, perché il mattino merita spazio;
  • con cinque minuti senza schermo, giusto per non partire già in modalità centrifuga.

Tè Verde: quando serve il click (pulito)

Ci sono mattine in cui l’Infuso del Mattino è la carezza. E poi ci sono mattine in cui serve il “click”: quella sensazione di presenza mentale più nitida, come se qualcuno avesse alzato leggermente la luce della stanza.
Il Tè Verde Valverbe lo teniamo per quei giorni in cui sappiamo che dobbiamo essere reattive, lucide, più… presenti. È una scelta semplice, ma fa la differenza perché ti dà energia senza trasformare la testa in una chat di gruppo.

Come lo inseriamo:

  • metà mattina, quando il cervello prova a scivolare di nuovo nel torpore;
  • oppure appena sveglie, se sappiamo già che ci aspetta una riunione o una giornata “da agenda”.

Il trucco è non pretendere troppo (ma essere costanti)

Quello che ci piace di questa mini-routine è che non è un rituale performativo: non richiede forza di volontà, non chiede di cambiare vita, non promette miracoli. È solo un modo semplice per dire: oggi ci trattiamo bene, ma ci svegliamo sul serio.

E sì, a volte il buongiorno è davvero tutto qui: una tazza, un po’ di calma, e la sensazione che possiamo partire soft… senza restare indietro.