Non è una gara contro il tempo. Non ci sono avversari da battere né classifiche da inseguire. La Walking Francigena Ultramarathon continua a distinguersi proprio per questo: mette al centro il piacere del cammino, l’incontro con il territorio e la scoperta di sé. Il 10 e 11 ottobre 2026 la manifestazione festeggia la sua decima edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti più importanti dedicati al turismo lento e al mondo dei cammini in Italia.

In dieci anni la Walking Francigena Ultramarathon è cresciuta molto più di quanto raccontino i numeri. Nata per valorizzare il tratto toscano-laziale della Via Francigena, è diventata un progetto che unisce territori, amministrazioni, associazioni, volontari e migliaia di camminatori provenienti dall’Italia e dall’estero. Un’iniziativa che ha saputo trasformare uno degli itinerari storici più affascinanti d’Europa in un luogo di incontro, condivisione e scoperta.

Anche quest’anno ogni partecipante potrà costruire la propria esperienza scegliendo il percorso più adatto alle proprie possibilità. L’organizzazione propone infatti dieci diverse tratte, dai 15 ai 130 chilometri, permettendo sia ai camminatori più esperti sia a chi affronta per la prima volta un lungo itinerario di vivere la Francigena secondo il proprio ritmo.

Per molti, però, il cuore simbolico della manifestazione resta la Grande Sfida da 130 chilometri, il percorso che collega Siena ad Acquapendente. Un itinerario impegnativo che attraversa il giorno e la notte, accompagnando i partecipanti lungo alcuni dei paesaggi più spettacolari dell’Italia centrale. Più che una prova sportiva, rappresenta un viaggio personale in cui ogni passo diventa occasione per misurarsi con le proprie energie, i propri limiti e la capacità di andare avanti.

Il fascino della Walking Francigena Ultramarathon nasce anche dal paesaggio che accompagna il cammino. Il percorso attraversa le colline senesi, le iconiche strade bianche della Val d’Arbia, la straordinaria Val d’Orcia e i territori che segnano il confine tra Toscana e Lazio. Luoghi conosciuti in tutto il mondo che, osservati lentamente, rivelano dettagli impossibili da cogliere attraversandoli in automobile.

Lungo il tragitto si incontrano borghi che rappresentano autentici simboli della Via Francigena, come Buonconvento, San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni e Radicofani. Poco prima dell’arrivo il percorso attraversa Trevinano e la Riserva Naturale del Monte Rufeno, fino a raggiungere Acquapendente, tradizionale punto di conclusione dell’itinerario.

Uno degli aspetti che rende questa manifestazione diversa da molte altre è la sua capacità di coinvolgere pubblici differenti. Non è pensata esclusivamente per chi affronta lunghe percorrenze. L’edizione 2026 continua infatti a investire su percorsi più accessibili, offrendo l’opportunità di avvicinarsi al mondo del cammino anche a famiglie, gruppi e persone che desiderano vivere una prima esperienza lungo la Francigena.

In un periodo in cui cresce l’interesse verso il turismo lento e sostenibile, la Walking Francigena Ultramarathon rappresenta un esempio concreto di come il viaggio possa diventare un’esperienza di relazione con il territorio. Camminare significa osservare con attenzione, fermarsi nei piccoli centri, incontrare le comunità locali e riscoprire il valore del tempo, lontano dalla velocità che caratterizza gran parte della vita quotidiana.

La decima edizione assume così un significato particolare. Non rappresenta soltanto un anniversario, ma anche il punto di partenza di un progetto che continua a evolversi senza perdere la propria identità. Dopo dieci anni, la Walking Francigena Ultramarathon continua infatti a ricordare che il vero traguardo non coincide con il cartello d’arrivo, ma con tutto ciò che accade lungo il percorso.

Organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica GTS Outdoor, in collaborazione con gli Assessorati al Turismo del Comune di Siena e allo Sport e Turismo del Comune di Acquapendente, la manifestazione può contare sul patrocinio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, della Regione Toscana e sulla collaborazione dei numerosi Comuni attraversati dal percorso, confermando il forte legame tra il cammino e i territori che lo rendono possibile.