A SAN VALENTINO REGALA UN LIBRO

Ecco una ricca selezione di libri letti per voi: dalla narrativa più intrigante ai saggi più attuali, passando per il favoloso mondo delle ricette…Tutti per Piemme

La segretaria
di Renée Knight

Christine Butcher. È la tua segretaria, o personal assistant come si dice oggi. Ti fidi di lei. Da più di dieci anni accompagna le tue febbrili giornate in ufficio, controlla la tua agenda, e forse conosce anche te, la bella, famosa Mina Appleton, meglio di quanto tu stessa ti conosca. Caffè fino a mezzogiorno, tè nel pomeriggio, e dopo le sei nient’altro che whisky: la tua segretaria non sbaglia mai. Come faresti senza di lei? Christine è insostituibile: in questi anni, mentre prendevi in mano la guida del tuo impero di supermercati eliminando per sempre tuo padre, lei era lì. Qualche passo dietro di te, silenziosa come un topo, attenta a notare ogni cosa. Ogni segreto sussurrato, ogni informazione scambiata, ogni sguardo carico di significati. Tu le sei grata, davvero.

Eppure, ogni tanto, ti si affaccia nella mente un pensiero. Fin dove arriva la lealtà di Christine Butcher? Quale prezzo ha la sua dedizione? Fino a che punto ognuno dei tuoi sporchi segreti sarà al sicuro con lei? Perché forse, senza volerlo, in tutti questi anni non hai capito chi è davvero la tua segretaria. Forse l’hai sottovalutata. E adesso… sei pronta ad affrontare Christine Butcher?

L’amica del cuore
di Sarah Pinborough

Lisa e Marilyn sono colleghe, o meglio amiche che casualmente lavorano nello stesso ufficio: la cosa non ha mai interferito con la loro amicizia, e si considerano molto fortunate per questo. Eppure, ci sono cose che Lisa ignora della sua amica. D’altra parte, Lisa è sempre così presa dai suoi, di problemi, il maggiore dei quali è Ava, sua figlia. Ava ha sedici anni, e un segreto che non confesserebbe mai a sua madre. A parte questo, la sua vita scorre come quella di qualunque adolescente… non fosse per quel padre che non c’è mai stato, e per l’ansia perenne di sua madre. Sì, perché Lisa sembra avere sempre paura di qualcosa. È così diversa dalle altre madri, sempre a guardarsi le spalle come se temesse chissà cosa. Anche Marilyn glielo rimprovera spesso, di solito nelle sue tirate per convincerla a trovarsi un uomo. Ma ultimamente Lisa sembra avere raggiunto un nuovo livello di paura. Sono piccole cose, piccoli segnali, ma lei ne è certa: il passato sta tornando. Il passato che credeva di aver seppellito per costruirvi sopra una nuova vita. Lisa sa che questo significa soltanto una cosa: che la promessa di tanti anni prima vale ancora. E lei l’ha infranta. Perché una promessa è una promessa. Soprattutto se fatta alla tua amica del cuore.

 

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La moglie coreana
di Min Jin Lee

Quando Sunja sale sul battello che la porterà a Osaka, in Giappone, verso una vita di cui non sa nulla, non immagina di star cambiando per sempre il destino del figlio che porta in grembo e delle generazioni a venire. Sa solo che non dimenticherà mai il suo Paese, la Corea colpita a morte dall’occupazione giapponese, e in cui tuttavia la vita era lenta, semplice, e dolce come le torte di riso di sua madre. Dolce come gli appuntamenti fugaci sulla spiaggia con l’uomo che l’ha fatta innamorare per poi tradirla, rivelandosi già sposato. Per non coprire di vergogna la locanda che dà da vivere a sua madre, e il ricordo ancora vivo dell’amatissimo padre morto troppo presto, Sunja lascia così la sua casa, al seguito di un giovane pastore che si offre di sposarla. Ma anche il Giappone si rivelerà un tradimento: quello di un Paese dove non c’è posto per chi, come lei, viene dalla penisola occupata. Perché essere coreani nel Giappone del XX secolo, attraverso tutte le tempeste che la Storia riserverà a quegli anni densi e implacabili, è come giocare al gioco giapponese proibito, il pachinko: un azzardo, una battaglia contro forze più grandi che solo uno sfacciato, imprevedibile colpo di fortuna può ribaltare.

 

La biblioteca segreta di Leonardo
di Francesco Fioretti

Milano, 1496. Leonardo da Vinci ha atteso con ansia quel primo incontro con frate Luca Pacioli, allievo di Piero della Francesca e illustre matematico. Entrato nella cella del frate nel monastero che lo ospita, nell’attesa che questi arrivi, Leonardo si sofferma su un dipinto che ritrae lo studioso. Un insieme di allegorie e di richiami alla geometria euclidea che lo colpisce infinitamente: di certo è stato il frate a scegliere ogni dettaglio. Per Leonardo, da sempre interessato a ogni branca del sapere, la matematica, il cui studio gli era stato precluso, rimane la regina di ogni scienza. Proprio per questo aveva chiesto all’ambasciatore milanese a Venezia di invitare il francescano a Milano. Da lui, potrà finalmente apprendere quel sapere. L’incontro tra i due uomini, però, viene funestato dalla morte del vicino di cella di Pacioli, un sedicente frate, in realtà un ladro, reo di aver trafugato degli antichi testi bizantini giunti in Italia in seguito alla rovinosa crociata in Morea condotta da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Quei volumi, scomparsi insieme all’assassino, sono di grandissimo interesse anche per Leonardo e per Pacioli. Insieme, da Milano a Venezia, da Firenze a Urbino, attraversando un’Italia ormai al tramonto della felice epoca pacifica e indipendente di Lorenzo dei Medici, degli Sforza e dei Montefeltro, i due si metteranno sulle tracce dell’assassino e dei testi rubati, e Leonardo scoprirà l’enigma nascosto nel quadro che raffigura Pacioli.

 

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Vivere per sempre
di Vincenzo Paglia

Da questa premessa coraggiosa parte l’ardimentoso viaggio di Vincenzo Paglia fino alla soglia di quell’Oltre misterioso a cui nessuno osa avvicinarsi. Un viaggio che non ha paura di denunciare l’esculturazione della morte, espulsa dall’orizzonte umano, nella puerile speranza che non incalzi il senso della vita. Un viaggio che non disdegna di descrivere cosa accade nell’attimo del passaggio cruciale. Un viaggio, infine, che annuncia che «il bello deve ancora venire» e che «la vita eterna inizia già qui sulla terra», nella misura in cui sappiamo mettere al centro l’argomento universale della fraternità: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ero forestieroe mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a visitarmi». Il dramma inevitabile del lutto non può essere sciolto. Neppure il credente conosce un modo per aggirare il dolore, conosce piuttosto un modo per attraversarlo: nella compagnia degli uomini e in compagnia di Dio.

 

Spegni quel telefono
di Noemi Azzurra Barbuto

«Lo strumento della comunicazione si è ridotto in quest’epoca balorda a pretesto per fuggire da chi ti è vicino, alibi per scansare gli occhi del prossimo. Non vale più neppure l’invito all’esame di coscienza. Io credo che alla coscienza costoro farebbero un selfie, se ce l’avessero. Questo libro ridà ai telefonini la loro dignità di strumenti, rimettendoli al loro posto. Siamo noi i loro padroni, e non il contrario. Servono a comunicare qualcosa di noi al prossimo e viceversa, sono un comodo prolungamento della voce e dell’orecchio, non un’intercapedine maleducata tra noi e la realtà. Guai se, come sta accadendo ogni giorno di più, diventano gli stalker totalitari della nostra esistenza già di per sé grama.

L’Autrice, con una prosa rapida ed elegante, non propone la messa al bando dei cellulari quasi fossero la peste. Ne riconosce l’utilità. Senza annunciare l’apocalisse, propone una serie di vaccinazioni salutari per non farsene divorare. Con cura meticolosa ma evitandoci la pedanteria dei moralisti, Azzurra consegna al lettore qualcosa di più di un galateo formale. Consegna regole di buona educazione. Ci introduce in un mondo dove prevale il rispetto per l’altro e per noi stessi. Se cerchiamo di essere migliori noi, lo saranno anche queste scatolette elettroniche, e magari si seminerà il buon esempio per gli altri. Il compito è urgente.» Dalla Prefazione di Vittorio Feltri

 

Passione pura
di Heinz Beck

C’è un ingrediente invisibile che non può mancare in qualsiasi ricetta, dalla più semplice a quella più complessa, e che trasforma anche il più quotidiano dei piatti, gli spaghetti al pomodoro, in un capolavoro. Quell’ingrediente è la passione. Non c’è settore in cui il cuore non faccia la differenza, ma con la cucina c’è qualcosa in più, perché i piatti “sentono” il nostro amore e ci ripagano. Ne è convinto Heinz Beck, uno dei più grandi cuochi del mondo, tre stelle Michelin, e filosofo della leggerezza e del benessere a tavola, tedesco di nascita ma innamorato della ricchezza gastronomica del nostro Paese, dove gli ingredienti di buona qualità sono alla portata di tutti. Passione, ma anche conoscenza, curiosità, equilibrio e tempo sono le linee guida che lo chef del ristorante La Pergola di Roma consiglia a tutti di seguire, anche nella cucina di casa propria. Se pensiamo a quanto il nostro benessere dipende da quello che mangiamo e a quante volte prepariamo pasti per noi stessi e per chi amiamo, è facile capire quanto è importante che ogni piatto, anche il più semplice, sia fatto con cura e attenzione.
Così, intrecciando racconti e consigli, scopriamo perché la dispensa migliore è la dispensa vuota, come scegliere il formato più adatto di pasta in base al sugo, come preparare un ottimo minestrone e come accostare senza paura i capperi al caffè, o perché offrire un tè bianco come digestivo. Non manca poi una selezione di ricette dello chef, dalla zuppa di fagioli al “concettuale” caffellatte, per cimentarsi a ogni livello.

 

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