Carnevale è meraviglioso: colori, maschere, sorrisi, mani appiccicose di zucchero, gente che ti abbraccia anche se non sa chi sei.
È un tripudio di gioia… e di germi sospesi in aria come coriandoli emotivi.

Che tu sia un carnevalaro convinto o uno che partecipa controvoglia “per i bambini”, questa mini guida alla sopravvivenza microbiologica è per te.
Perché niente rovina una festa come la bronchite da coriandolo infetto.

😷 1. La mascherina che hai dimenticato come si usa

No, non quella da Arlecchino.
Quella chirurgica, che può salvarti la gola mentre sorridi a un Principe Ranocchio con l’influenza.
Indossarla non rovinerà il tuo look, semmai lo renderà distopico-chic.

🤲 2. Amuchina come se fosse glitter

Ti toccano. Tu tocchi. I bambini toccano. Poi tutti mangiano.
Sii l’amico che passa il gel disinfettante come un gesto d’affetto, tipo “tieni, ti voglio bene e ti voglio sano”.
Bonus: sa anche un po’ di medicina e senso civico.

😚 3. I baci, quelli finti vanno benissimo

Due guance, nessun contatto. Il bacio sociale in versione “mimo” è la vera evoluzione post-pandemica.
Evita lo “smack” umido che ti lascia il trucco sbavato e mezza mononucleosi.

🥴 4. Aerosol sociale e coriandoli nell’apparato respiratorio

Se sei in mezzo alla folla, tra urla, risate, spray di stelle filanti e bambini che starnutiscono con la potenza di un lanciafiamme… stai già inalando l’equivalente di una cena virale.
La soluzione? Mantieni la distanza emotiva e fisica, oppure accetta il tuo destino.

🛁 5. Il grande rito del lavaggio post-festa

Appena rientrato a casa, svestiti come se stessi entrando in un laboratorio P3.
Butta tutto in lavatrice (incluso l’umore) e fai una doccia che duri almeno quanto una saga Marvel.

🧠 6. Il consiglio che nessuno seguirà: RESTA A CASA

Hai raffreddore? Tosse? Occhiaie da batterio?
Non andarci. Nessuno ti amerà meno se salti un Carnevale per sopravvivere a marzo.
(Ma lo farai lo stesso. E lo sappiamo. Almeno porta il gel.)