Lo spettacolo, che ha già raccolto grande successo di pubblico e di critica, si rivela un caleidoscopio di emozioni e sorprese. Diretto da Emiliano Galigani, già regista di Circo Faber, Welcome to the machine è liberamente ispirato alla vicenda di Syd Barrett, primo leader dei Pink Floyd che guidò la band dal 1964 al 1968.  Lo spettacolo racconta, attraverso la musica dei Pink Floyd suonata interamente dal vivo e un cast di diciotto artisti, la vicenda di una giovane Rock Star: gli inizi della carriera e il successo, seguito da un subitaneo declino e il crollo che lo condurranno alla pazzia. Schiacciato dalla terribile macchina dello spettacolo – la machine del titolo – Syd diviene l’emblema di chi ha scelto l’arte per dare libero sfogo alla propria personalità creativa e si trova schiavo delle regole imposte dallo show business: una vicenda tipica di molte Rockstar degli anni sessanta e settanta.
L’ambientazione sul palco, infatti, è quella dei favolosi Anni Sessanta, della generazione dei figli dei fiori. «La rockstar tipo di quegli anni – affermano i produttori – è un poeta visionario, un artista irrimediabilmente attratto dalla tendenza dell’epoca, ovvero il trip, il “viaggio” oltre i confini delle porte della percezione, oltre la propria mente. Liberare la mente attraverso l’arte è, ciò che spinge Syd sul palco e lo condanna ad essere completamente schiavo del sistema».
Welcome to the machine è più di un rock show, più di un musical, è un concerto-spettacolo in cui musica, ballo, recitazione, grafica 3D si fondono in una miscela originalissima e di grande effetto. La musica live, eseguita dalla band diretta da Massimiliano Salani, ripercorre i brani più celebri e significativi dei Pink Floyd.  Roma.Teatro BrancaccioDal 7 all’11 aprile