La Vedova Allegra è un capolavoro di genuina ispirazione dove i protagonisti  sono coinvolti in un vorticoso e divertente scambio di coppie, di promesse, di sospetti e di rivelazioni. Un parapiglia che, come è naturale che sia in una operetta, al termine si ricompone nel migliore dei  modi con il matrimonio fra la bella vedova Anna Glavari e l’aitante diplomatico Danilo.  Così, nel finale, tutti cantano la celeberrima marcetta “E’ scabroso le donne studiar!”  in una Parigi elegante e spensierata, come elegante e spensierata vuole essere questa edizione de La Vedova Allegra, dove si va da Maxim (ancora oggi simbolo mondano-turistico parigino), si danno nomi capricciosi alle donnine che allietano le serate piccanti dei diplomatici, si cantano valzer pervasi da un erotismo scintillante, si ballano indemoniati can-can e si ama con assoluta gaiezza in una atmosfera spensierata e contagiosa che assimila attori e pubblico.   Ed è in questa sinergia che l’operetta vola sulle ali del canto, della danza, della prosa, della maschera, del gesto facendosi teatro perfetto o, in modo meno presuntuoso, perfettamente teatrale. E  dopo 150 anni la storia della Vedova Allegra è ancora qui fra di noi ed è ancora oggi uno degli spettacoli più rappresentati al mondo;  cosa è dunque successo? Nulla nella partitura di Lèhar, molto in chi capisce che si può tranquillamente accettare la dimensione intellettuale della nostalgia che rende più sereni…..e chi, di questi tempi, non ne ha bisogno? Roma. Teatro Quirino26 ottobre/14 novembre dal martedì al sabato ore 20.45
giovedì 28 ottobre, mercoledì 3 e 10 novembre e sabato 13 ore 16.45
tutte le domeniche ore 16.45