Che cosa hanno in comune Mozart e Pulcinella nella Napoli settecentesca messa in scena da due attori (Gianni Aversano e Andrea Carotenuto) e due musicisti (Paolo Sasso, violino e Domenico De Luca, chitarra) ieri sera all’interno del Porto Turistico di Pescara? Allora. Procediamo con ordine. Il Genio austriaco e la maschera napoletana non hanno bisogno di presentazioni. La città è una delle più belle dell’Adriatico e il suo porto turistico da parecchi lustri è teatro dell’attesissima manifestazione Concerti sotto le stelle, nel cui ambito lo spettacolo di ieri sera ha evidenziato il talento di quattro artisti d’eccezione che attraverso rielaborazioni di brani classici della commedia dell’arte napoletana (Paisiello, Pergolesi) e riarrangiamenti di celebri brani di Mozart, hanno raccontato con abilità e notevole capacità di comunicazione, l’esperienza vissuta da Mozart nel maggio del 1770 quando appena quattordicenne giunse a Napoli.  Furono giorni d’intensa emozione (Napoli con circa un milione d’abitanti era all’epoca una città vivace e cosmopolita) testimoniati dalle lettere che il musicista scrisse alla sorella. Giorni importanti se vogliamo dare credito alle parole del Maestro Muti:  “Forse Mozart non sarebbe stato lo stesso se non avesse conosciuto l’opera napoletana”. E Pulcinella? Pulcinella, (magnificamente interpretato da Gianni Aversano che contralta con Andrea Carotenuto, talentuosamente impegnato nella doppia parte di Mozart e dell’assistente dello stesso Pulcinella) è a suo modo il protagonista della storia:innamorato mal corrisposto, vive le stesse contraddizioni di una città che ride e piange con un’intensità che commuove.  Un omaggio a Napoli, dunque, alla sua musica attraverso un percorso nei tre secoli precedenti la nascita della canzone “classica” napoletana. Un percorso che ieri sera il pubblico pescarese ha vissuto con coinvolgimento ed emozione insieme al gruppo Napolincanto.