Se vuoi meditare durante il Carnevale, sei già un’eroina (o un eroe) della resilienza urbana.
Mentre il mondo si traveste da unicorno glitterato e urla “EVVIVA” a ogni semaforo, tu sei lì: sulla soglia di casa, con una tazza calda e la volontà incrollabile di non farti trascinare nel carnevalesco delirio collettivo.
Ma è possibile meditare in mezzo alla confusione?
Sì, e forse proprio per questo vale ancora di più.
🧠 La meditazione non è isolamento: è una posizione interiore
Contrariamente a quanto si pensa, meditare non significa silenzio totale.
Significa allenarsi a restare presenti anche se i vicini stanno provando le coreografie dei carri allegorici alle 8:30 del mattino.
La vera sfida è non reagire. Non all’urlo di “frittelle gratis!”, non al trombettista di quartiere, non nemmeno alla vocina interiore che ti suggerisce di cambiare identità fino a mercoledì delle ceneri.
🪷 Come creare un micro-spazio di pace anche in mezzo alla festa
- Ritaglia un angolo zen (anche mentale)
Può essere il bagno, il letto disfatto, la macchina parcheggiata.
Anche un angolo dentro di te dove niente e nessuno indossa una parrucca fluorescente. - Usa i rumori come ancora, non come nemico
La musica da sfilata? Osservala. I coriandoli che sbattono alla finestra? Lasciali passare come pensieri.
(Poi chiudi la finestra, perché ok la mindfulness, ma hai i tuoi limiti.) - Respira come se nulla fosse accaduto (e invece è scoppiato il Carnevale)
Tecnica base: 4 secondi inspiro, 4 in apnea, 4 espiro, 4 in apnea.
Ripeti finché la festa non è più dentro di te. O finché qualcuno bussa vestito da Spiderman.
🎭 Meditazione anche mascherati?
Se ti ritrovi coinvolto in un evento carnevalesco tuo malgrado, puoi sempre mascherarti da monaco zen, sederti in mezzo alla piazza e chiudere gli occhi.
Potresti diventare l’attrazione del giorno, ma almeno sarà tutto coerente con il tuo piano spirituale.
💬 Il mantra della sopravvivenza
“Non tutto ciò che fa rumore è importante.”
— detto tibetano adattato da noi con affetto e disperazione.




