L’idea è venuta a uno di noi mentre cercava il telefono tra le lenzuola, ancora con un occhio chiuso e il sogno addosso.
“E se per una volta non lo aprissimo subito?”
Non un grande gesto. Solo resistere quei primi minuti del mattino senza la carezza luminosa dello schermo.
Niente notifiche, niente mail, niente meteo ansioso, niente Instagram, niente “solo un attimo su WhatsApp”.
Solo silenzio, respiro, tempo vuoto.
Così abbiamo deciso: una settimana di astinenza digitale appena svegli.
Semplice. Teoricamente.
Il primo giorno ci siamo alzati come se ci mancasse una scarpa.
Eravamo lì, nella nostra stanza, con la luce dell’alba (o della sveglia delle 7), e nessuna distrazione con cui anestetizzare il risveglio.
Abbiamo fissato la parete. Abbiamo guardato il soffitto. Abbiamo letto l’etichetta dell’ammorbidente con l’attenzione che solitamente riserviamo ai reel motivazionali.
E quando ci siamo lavati i denti, abbiamo effettivamente guardato il nostro viso. Non lo facevamo da tempo.
Dal secondo giorno è iniziata la fase della negazione.
“Non è che poi recuperiamo tutto più tardi?”, “Basta non aprirlo prima del caffè, no?”, “Ma se controllo solo i messaggi vocali?”, “Le emergenze non si auto-verificano da sole!”
Siamo diventati creativi. Uno di noi ha iniziato a scrivere su carta le cose da fare. Un altro ha riscoperto la colazione senza input.
Un altro ancora ha semplicemente dormito di più, per bypassare il trauma.
La cosa più inquietante è successa a metà settimana: abbiamo cominciato a pensare.
Senza la fuga immediata nel feed, sono arrivate domande strane.
“Sto bene?”, “Mi piace davvero la mia vita?”, “Chi sono prima che arrivi il mondo a dirmi chi devo essere oggi?”
Domande troppo grosse per le 7:15.
Verso il settimo giorno eravamo stanchi ma più presenti.
Abbiamo iniziato ad apprezzare l’attimo prima del rumore.
Non era silenzio spirituale, era solo… quiete.
Un tempo che non serviva a niente, se non a farci esistere un po’ prima delle notifiche.
Non diremo che ha cambiato tutto.
Non siamo diventati monaci digitali, né persone migliori.
Ma abbiamo capito una cosa semplice: il modo in cui inizi la giornata è il modo in cui la giornata ti tiene in pugno.
E ogni tanto, è bello ricordarsi che possiamo tenerci un po’ stretti anche senza Wi-Fi.




