L’erica (Calluna vulgaris, famiglia delle Ericaceae) è piccolo arbusto con rami dall’andamento tortuoso, alto circa 70 cm; presenta foglie piccole, sessili e permanenti e porta piccoli fiori di colore rosa, riuniti in gruppi. Dall’Europa la pianta si è ampiamente diffusa in Asia, Nord America, Australia e Nuova Zelanda. Essendo in grado di sopravvivere in condizioni ambientali difficili e in suoli rigidi, riveste oggi un elevato valore naturalistico.

Nota per le sue proprietà nutrizionali e salutistiche e impiegata in medicina tradizionale (nel Medioevo veniva usata ad esempio per la sua proprietà di “rompere i sassi della vescica”), C. vulgaris si caratterizza per una variegata composizione fitochimica e un’ampia gamma di attività biologiche. Tra i più importanti composti bioattivi identificati nell’erica i fenoli – presenti nelle diverse parti di questa pianta – sono la fonte principale delle sue molteplici proprietà per la salute.

Numerosi studi in vivo e in vitro hanno evidenziato gli effetti benefici degli estratti di erica: la pianta ha mostrato attività antibatterica, ansiolitica, antidepressiva, neurotrofica, antivirale, antiproliferativa, antiossidante, antipertensiva, analgesica, antinfiammatoria, chemiopreventiva e fotoprotettiva.

Questo recente studio, pubblicato su Plants, ne evidenzia in particolare le proprietà antibatteriche nei disturbi legati ai patogeni delle vie urinarie, dove gli estratti delle infiorescenze di C. vulgaris hanno inibito dodici ceppi di batteri responsabili di queste infezioni. Tra i ceppi testati, i più suscettibili sono risultati i batteri Gram-positivi (E. faecalis, Listeria monocytogenes, Staphylococcus aureus meticillino-resistente, S. aureus, Staphylococcus aureus meticillino-sensibile), che presentavano i valori di concentrazione inibitoria minima (MIC) più bassi negli estratti ottenuti attraverso decotto e infusione in acqua. L’erica è stata in grado di inibire i patogeni testati senza compromettere il normale equilibrio del microbiota vaginale all’interno di preparazioni tradizionali come l’infuso e il decotto.

Altri studi hanno anche dimostrato che la capacità antibatterica può variare a seconda della parte di pianta da cui è stato ottenuto l’estratto e delle sue fasi di crescita: il decotto delle infiorescenze avrebbe il più potente effetto antimicrobico per le vie urinarie.

L’erica ha anche un ottimo potenziale nettarifero per le api mellifere, visto il lungo periodo di fioritura della pianta che va da novembre a gennaio. La ricerca ha messo a fuoco anche le proprietà del miele di erica, raro in Italia ma molto conosciuto e utilizzato in Europa del Nord, Nuova Zelanda e Stati Uniti, osservando che potrebbe svolgere un ruolo come agente antimicotico in alcune condizioni, soprattutto nei disturbi della pelle. Sono necessari, tuttavia, studi preclinici e clinici per esplorarne a fondo l’applicazione in questo ambito.

Fonte:
Cucu AA, Baci GM, Cucu AB et al. Calluna vulgaris as a Valuable Source of Bioactive Compounds: Exploring Its Phytochemical Profile, Biological Activities and Apitherapeutic Potential. Plants (Basel), 2022, 11(15):1993