Straodinario spettacolo ieri sera sul palco del Teatro Olimpico a Roma. In scena Evita – La Duarte, danza, teatro, video per unn coinvolgimento sensoriale dello spettatore che per circa 90 minuti “vede” attraverso un flusso continuo di musica, movimenti, parole, tutta la vita di Evita Peron, indimenticata eroina argentina. Ma la donna insicura che con una piccola valigia parte dalla provincia per Buenos Aires, alla ricerca di un’identità e che in un clima di indifferenza, ferocia, freddo, cerca di emergere, non è Evita. Certo la somiglianza è impressionante ma, l’intepretazione è altrettanto intensa. E’ Elonora Cassano, étoile del Teatro Colon di Buenos Aires e superstar internazionale (che per il suo addio alla danza, alla danza, precisa, non al teatro) ha scelto questo spettacolo in tournée fino al prossimo dicembre in Argentina, Europa, Asia e Africa). E’ in un gioco di salite e discese, di sentimenti che s’intrecciano, di esperienze e d’incontri sconvolgenti che Evita/Eleonora scopre il suo corpo. Poi la svolta, il riconoscimento, l’energia frenetica. Ora l’attrazione è rivolta agli ideali che reclamano la sua anima, il suo corpo. Che cede, in apparenza. Nell’ultimo quadro Evita/Eleonora è raggiante, un luce l’attraversa: è un mito, per sempre. Per un attimo, prima degli applausi scroscianti di un pubblico emozionato e commosso, siamo ancora “dentro” lo spettacolo (che si avvale oltre che della bravura della Cassano, di dodici talentuosi ballerini, della sapiente regia e coreografia di Silvia Vladimivsky, della “dissonante” armonia delle musiche originali del plupremiato Sergio Vainikoff ). Fuori ci aspetta una Roma avvolta nel suo elegante abito da sera. Immutata. Come deve averla vista sessantacinque anni fa una donna elegante e carismatica, avvolta in un austero tailleur.Informazioni: http://www.agoranews.it/read.php?read=10627




