Un disegno di un bambino, che per gli adulti raffigura semplicemente un cappello, è destinato a farvi visita trasformandosi in una porta che aspetta solo di essere varcata, un uomo vivrà l’avventura, costellata di tramonti, gioie da riscoprire e identità da ritrovare. E quella rosa, unica al mondo e mai dimenticata, adesso è là davanti agli occhi, col cuore che pompa sangue blu per prendersene di nuovo cura. Quando da piccolo, come molti, leggevo l’opera di Saint- Exupery, ricorda Francesco Piotti, era difficile non stare dalla parte di quel ragazzino biondo ed oggi mi chiedo cosa sia rimasto di quei valori nella società contemporanea, sull’orlo della bancarotta fraudolenta. Il Piccolo Principe dovrebbe tornare come gemma che opera dall’interno, per distruggere quelle corazze che il “sistema del cinismo” ha inalato spacciandole per elisir di successo e benessere. Ho immaginato, continiua il regista, che due “creature” che abitano un paese lontano(ma più vicino di quanto si pensi) ci vengano a trovare, trasportandoci lungo un viaggio onirico nel “paese delle nostre meraviglie”, lontano anni luce dall’etica della finanza creativa, più vicino a quello che saremmo potuti essere. IL PICCOLO PRINCIPETeatro dell’Orologio Sala Orfeo
Via De’ Filippini, 17/a Roma Tel. 0668392214Dal 20 marzo al 1 aprile 2012
Dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 18 e ore 21 domenica ore 18




