In inverno ci succede spesso: ci alziamo già stanchi, abbiamo la testa un po’ ovattata, la voglia di fare è a intermittenza e anche le cose semplici sembrano richiedere il doppio delle energie. A gennaio, poi, ci si mette pure il rientro: ritmi che ripartono, luce che manca, freddo che ci chiude in casa. La tentazione è cercare soluzioni veloci, ma noi lo sappiamo: l’energia vera non arriva da una “scossa”, arriva da un equilibrio.
Quindi facciamo un patto: niente ricette miracolose. Vediamo cosa ci aiuta davvero, in modo concreto, quando ci sentiamo “scarichi”.
Cosa significa essere “scarichi” (e perché non è sempre la stessa cosa)
Prima di tutto distinguiamo: “scarichi” può voler dire tante cose. A volte è sonno, a volte è stress, a volte è sedentarietà, a volte è alimentazione disordinata, a volte è umore basso legato alla stagione. E spesso è un mix.
Per questo l’approccio migliore non è “spingere di più”, ma capire quale leva ci manca. Noi lavoriamo su quattro pilastri: sonno, movimento, luce, nutrimento. Se ne salta uno, il corpo ce lo fa pagare.
Sonno: la ricarica numero uno (prima di tutto il resto)
Se dormiamo male, tutto sembra più difficile: concentrazione, pazienza, fame, motivazione. In inverno ci capita di andare a letto tardi perché “tanto fuori è buio”, e di svegliarci già stanchi.
Due mosse semplici che fanno la differenza:
- Sveglia più costante (anche nel weekend, senza strappi enormi)
- Routine serale breve: 15–20 minuti sempre uguali, con luci più basse e telefono lontano
Non serve trasformare la sera in un rituale complicato: serve ripetere due o tre cose ogni giorno.
Luce: la benzina invisibile
In inverno la luce naturale è poca e spesso la vediamo ancora meno, perché passiamo dalla casa all’auto, dall’auto all’ufficio. Poi ci chiediamo perché siamo stanchi.
Il nostro obiettivo è semplice: vedere luce al mattino, anche per poco.
- 10–15 minuti vicino a una finestra con luce vera
- se possiamo, due passi fuori dopo colazione
Non è fitness. È un messaggio al corpo: “questa è la giornata, partiamo”.
Movimento: non palestra, ma circolazione
Quando siamo scarichi, spesso ci diciamo: “non ho energie per muovermi”. Ed è proprio lì che ci inganniamo, perché il movimento leggero è uno dei modi più rapidi per recuperare energia.
La nostra regola è questa: movimento che non spaventa.
- 10 minuti di camminata dopo pranzo
- 20 minuti di passeggiata a passo tranquillo
- 5 minuti di stretching appena rientriamo a casa
Non dobbiamo “fare sport”. Dobbiamo rimettere in moto il corpo, perché il corpo in moto produce energia.
Cibo: energia stabile, non picchi e crolli
A gennaio ci viene voglia di carboidrati, dolci, comfort food. E va bene. Il problema non è il comfort food: è quando viviamo di “botte di zucchero” e poi crolliamo.
Per sentirci più stabili, lavoriamo su tre cose:
- Colazione con proteine (anche poche: yogurt, uova, latte, legumi in versione salata)
- Metà piatto di verdure (meglio cotte se siamo gonfi o stanchi)
- Carboidrati “buoni” in porzioni normali (pane, pasta, riso, patate), senza demonizzarli
E soprattutto: non saltiamo i pasti per “recuperare”, perché poi la sera ci mangia la fame.
Idratazione: spesso non è fame, è sete (e in inverno ce ne dimentichiamo)
In inverno beviamo meno perché non sudiamo e non abbiamo sete. Ma la stanchezza si sente anche così: mal di testa, sonnolenza, fame “strana”.
La nostra soluzione è banale e funziona:
- un bicchiere appena svegli
- una borraccia o una bottiglia “a vista”
- tisane senza zucchero nel pomeriggio
Non serve strafare: serve ricordarsene.
Routine e stress: energia mentale = energia fisica
Quando la mente è piena, l’energia scende anche se dormiamo. A gennaio spesso ripartiamo “troppo forte”: troppi impegni, troppi obiettivi, troppo tutto.
Tre micro mosse che ci salvano:
- Una lista da 3 cose al giorno (non 12)
- Pause vere: 5 minuti senza schermo
- Confini: se possiamo, una sera a settimana senza agenda
L’energia si protegge anche scegliendo cosa non fare.
La nostra giornata “anti-scarico” (realistica)
Non perfetta: realistica.
Mattina
- luce vicino alla finestra
- colazione calda o proteica
- una cosa sola da iniziare (niente multitasking)
Pomeriggio
- acqua e pausa breve
- camminata di 10 minuti dopo pranzo
- merenda se serve (frutta + yogurt o frutta secca)
Sera
- cena semplice e calda
- abbassiamo le luci
- routine breve per il sonno
Se facciamo questo per tre giorni, di solito il corpo cambia risposta.
Quando conviene approfondire (senza allarmismi)
Se la stanchezza è intensa e dura settimane, o se ci sentiamo scarichi in modo anomalo rispetto al nostro standard, può avere senso parlarne con un professionista. Non per cercare “la vitamina magica”, ma per escludere carenze, problemi di sonno, stress importante o altre cause.




