Il tango con il flamenco, il contemporaneo con le danze rituali, il ballo di Melusina figura leggendaria delle saghe cavalleresche con la liturgia di Yemaya, divinità delle acque del mare di origine afrobrasiliana, la madre degli orixas. Sirene. Fantastiche creature per metà donne e per metà animale, oggetto di un culto antico. Creature portatrici di sapienza, di profezia, le cui facoltà saranno fatalmente oscurate e dimenticate. Sirene leggendarie e sirene dei nostri tempi rinnovano riti ancestrali. Sirene, sacerdotesse dei misteri, attrici di un tempo senza tempo. Attraenti guide per un viaggio senza ritorno. La mitologia classica ha sempre presentato questo mito, guardando alle Sirene come ad una sorta di muse del mare, il cui dolcissimo canto ammaliatore attirava i naviganti dapprima nell’oblio della loro patria e degli affetti, poi verso la rovina. Syrene vuole essere una ripresa poetica del tema in forma coreografica, la riproposizione di una danza mitica, ancor più viva oggi, più urgente per noi. La ricerca dell’essere marino e acquatico di ognuno, fino alla scoperta (possibile?) dell’ibrido sirena. Il segno di un passaggio avvenuto, di uno stato di trasformazione della percezione del mondo, di una metamorfosi della esperienza del sé. Una partecipazione rituale che, come ogni rito, chiede all’iniziato un acrobatico salto nel buio. Un tuffo nell’ambiguo mare della forma mutante e polimorfa della fluidità, l’impermanenza che siamo stati abituati a negare nostro malgrado. Una riconquista del Desiderio e della sua felicità. Allo stesso tempo, un rifiuto alle resistenze al cambiamento, alla nostra trasformazione. Infatti… solo chi è pronto all’ascolto saprà compiere quel salto, seguire quel canto melodioso, conquistare quella armoniosa profondità che è promessa di vita. Martedì 16 e mercoledì 17 Novembre ore 21.00Teatro Vascello, tel 06 5881021 – 06 5816623
www.teatrovascello.it – promozione@teatrovascello.it




