Spoiler: non sappiamo se siano davvero i giorni più freddi dell’anno, ma sicuramente sono quelli in cui la voglia di mandare tutto a monte si fa più elegante.

Secondo la tradizione, 29, 30 e 31 gennaio sono i famigerati “giorni della merla”, ovvero i più freddi dell’anno.
E anche se ogni anno il meteo cerca di contraddirli, emotivamente ci sentiamo d’accordo.

Perché in quei tre giorni succede qualcosa:

  • le ossa scricchiolano come parquet antico,
  • l’umore è un piccolo cubetto di ghiaccio che fatica a sciogliersi,
  • e il piumone diventa uno stile di vita, non un oggetto.

📚 Ma da dove arriva questa storia della merla?

Ci sono tante versioni, tutte folkloristiche, vagamente tristi e molto innevate.
In una delle più note, una merla bianca si rifugiò in un comignolo per ripararsi dal gelo.
Dopo tre giorni ne uscì nera di fuliggine, e da allora — per ragioni che nessun ornitologo confermerà mai — le merle femmine sono grigio scuro.

La morale implicita: quando fa freddo, ci si adatta.
Si cambia piumaggio, si cambia umore, ma si va avanti.

🫖 Come sopravviviamo noi, invece?

Noi umani del 2026, alle prese con termosifoni mal regolati e app da sveglia troppo ottimiste,
ci affidiamo a un mix di strategie semplici e altamente invernali:

  • Coprirsi con più strati di quanto la dignità consenta
    (Sì, indossiamo la felpa sopra il maglione. Sì, ce ne vantiamo.)
  • Rinunciare alla socialità salvo emergenze emotive
    Se non ti rispondiamo il 30 gennaio, non è personale. È temperatura corporea.
  • Trasformare ogni pasto in comfort food
    Colazioni che durano più della digestione. Minestroni che parlano al nostro lato materno interiore.
  • Dormire come atto politico
    Otto ore? Dieci. Dodici. Le sveglie si posticipano per motivi etici.

🧊 Ma serve ancora credere a queste tradizioni?

Serve, eccome.
Non perché siano scientifiche, ma perché ci danno un ritmo.
Un punto di riferimento in questo gennaio lungo come una trilogia noiosa.

I Giorni della Merla ci ricordano che sta per finire.
L’inverno emotivo.
Le calze spaiate.
La tentazione di mollare tutto per ibernarsi in un freezer.

Quindi sì, magari farà freddo davvero.
Magari no.
Ma comunque noi saremo lì, con la nostra coperta, il nostro brodo caldo,
e la nostra elegante resilienza da piccoli uccellini post-carbonella.