I gatti persiani di Bahman Ghobadi non è un semplice film sulla musica ma è una pellicola coraggiosa che nonostante la sua forte connotazione geografica e politica risulta essere universale. Con questo film il regista iraniano, capace con il suo primo lungometraggio (Il tempo dei cavalli ubriachi) di raggiungere la fama internazionale, fa un passo avanti regalandoci quello che da molti è considerato “il più interessante e potente film iraniano degli ultimi anni”. I gatti persiani raccnta le (dis)avventure di due ragazzi di Teheran, disposti a tutto pur di realizzare il loro sogno: suonare liberamente. Infatti in Iran negli ultimi trant’anni la musica occidentale è stata “virtualmente proibita dalle autorità”. Ghobadi è riuscito a trasporre su pellicola un mondo sconosciuto fatto di pericoli, preoccupazioni artistiche e non solo. Il regista ha dato voce e corpo a quei ragazzi iraniani costretti a nascondersi nelle cantine solo perché colpevoli di amare la musica. Ragazzi che vedono l’Europa come un miraggio lontano.Intervista a Bahman GhobadiCome mai hai utilizzato uno stile e un tono così diversi rispetto ai tuoi film precedenti?
In questo film ho cercato di rendere il ritmo e il dinamismo della vita a Teheran, nella sua complessità. Volevo mostrare la città da un’angolazione diversa. La musica e in modo particolare le parole delle canzoni hanno influenzato il ritmo del film.Questa è la prima volta che giri in una città. Come mai hai lasciato il Kurdistan?
Ho già girato diversi cortometraggi nella città dove sono nato, Baneh. Volevo girare questo film a Teheran per diverse ragioni. Molte persone mi dicevano che dovevo girare solo in Kurdistan,mentre il governo iraniano e la gente di cinema mi accusavano di essere un separatista curdo – che è una cosa veramente stupida! Semplicemente non avevo avuto bisogno di girare in città. Di recente avevo un progetto ambientato a Teheran intitolato “60 secondi su di noi”. Ho passato i due anni di preparazione del film solo a vedermi negare le autorizzazioni a girare. Due anni della mia vita persi. Così ho comprato una camera S12K per evitare di dover dipendere dallo Stato, visto che tutte le attrezzature 35 mm appartengono a loro e per affittarle hai bisogno di un’autorizzazione a girare. Appena ho comprato questa camera ho voluto provarla. Ho conosciuto un gruppo di musicisti underground e sono stato molto colpito dalla loro passione. Li ho filmati per tre settimane, senza interruzioni e senza permessi…Questa è la prima volta nel cinema Iraniano che qualcuno osa denunciare la severità con cui lo Stato tratta i giovani che si oppongono all’establishment. Hai corso un grosso rischio. Come sono andate le riprese?
Durante le riprese ero molto preoccupato. Non avevamo nessun permesso. Abbiamo cercato le locations adatte andando in giro con due o tre motorini e abbiamo cominciato a girare senza una reale preparazione. Dovevamo girare le scene molto in fretta, in modo che la polizia non ci scoprisse. Per la scena in cui David viene arrestato, abbiamo dovuto trasformare una macchina normale in una macchina della polizia e abbiamo comprato delle uniformi e le abbiamo modificate in modo che potessero stare bene agli attori. Mi sono sentito invecchiato di 17 mesi in quei 17 giorni di riprese. Abbiamo girato davvero in condizioni terribili!Pensi che il tuo film possa essere distribuito in Iran?
Sono sicuro al 100% che il film non uscirà in Iran. E’ molto probabile che i miei colleghi avranno parecchi problemi. Il mio film precedente è stato censurato e il dvd si trovava solo al mercato nero. Comunque per me non cambia nulla se il film esce oppure no, Il tempo dei cavalli ubriachi è uscito in un solo cinema per 10/15 giorni. Non è assurdo?Che significato ha il titolo?
In Iran non possiamo portare fuori cani o gatti. Tuttavia a casa abbiamo dei gatti che amiamo moltissimo, d’altra parte i gatti persiani sono molto costosi. Li paragono ai giovani protagonisti del mio film, senza libertà e costretti a nascondersi per suonare la loro musica. E in più quando sono stato a casa dei musicisti ho notato che ai gatti piace mettersi davanti agli amplificatori ad ascoltare la musica!