A distanza di un anno da Lo Hobbit – Unviaggio inaspettato, Peter Jackson tornacon Lo Hobbit – Ladesolazione di Smaug. Il secondo capitolo tratto dal capolavoro The Hobbit di J.R.R. Tolkien, racconta il proseguimento dell’avventuradi Bilbo Baggins (Martin Freeman)accompagnato dalmago Gandalf (Ian McKellen) e dai tredicinani guidati da Thorin (Richard Armitage). La Compagniaprosegue il suo viaggio verso Est alla riconquista della Montagna Solitaria edel perduto Regno di Erebor. Durante il viaggio questa volta si imbatterannonel “cambia pelle”, affronteranno dei ragni giganti nel Bosco Atro, fuggirannodagli Elfi, incontreranno gli uomini di Pontelagolungo fino ad affrontare, nelventre della Montagna Solitaria, il terribile Drago Smaug. I fan della trilogianon resteranno delusi e finalmente assisteranno al tanto atteso confronto traBilbo e il Drago. Anche questo secondo capitolo mantiene un tono più giocoso(rispetto a Il signore degli anelli) ma si avvia versouno più oscuro che sicuramente caratterizzerà il terzo capitolo. Un valoreaggiunto il 3D a 48 fotogrammi, capace di rendere ancora più realistiche lebellissime ambientazioni e i duelli che contraddistinguono ormai un marchio difabbrica di questa fortunata saga.Still Life, secondolungometraggio diretto da Uberto Pasolini (già produttore di Full Monty –Squattrinati organizzati) arriva in sala dopo il successo di critica e lavittoria del Premio per la Regia nella sezione Orizzonti dell’ultimo Festivaldi Venezia. Come per il suo esordio (Machan – La vera storia di una falsasquadra), anche questa pellicola si ispira a persone e fatti reali. Pasolini raccontala storia di John May, un funzionario comunale il cui lavoro è rintracciare i parentie organizzare il funerale delle persone morte in solitudine. Un lavoro checompie in modo meticoloso e rispettoso tanto da farlo diventare il cardinedella sua vita. Infatti anche lui è un solitario senza amici e famiglia, unuomo ordinario e abitudinario. Fin quando non gli viene detto che a breve verràlicenziato. A questo punto darà una svolta alla sua vita, ottenendo qualche giorno in più prima del licenziamento per poter “risolvere” il suo ultimo caso:trovare i familiari di un uomo morto in solitudine che abitava nell’appartamentodi fronte al suo, un uomo di cui ignorava la misera condizione. Ciò cheincontrerà nel suo viaggio cambierà la vita di John e non solo la sua. La pellicola,ben diretta, ruota intorno a Eddie Marsan (War Horse, Sherlock Holmes, Gangs ofNew York) che, per la prima volta nel ruolo di protagonista, ci regala un’interpretazionetoccante. Attraverso il suo corpo, la sua mimica e la staticità dellarecitazione, l’apprezzato attore inglese riesce a rendere il complesso personaggio di Johnin modo non banale, entrando nel cuore dello spettatore. Pasolini con unpiccolo film tocca molti temi e ci interroga su un importante quesito: “Cosastiamo dicendo del valore che la società attribuisce alla vita dei singoliindividui? Il modo in cui trattiamo i defunti è un riflesso del modo in cui lanostra società tratta i vivi”.