Anita non ha ancora sedici anni. È una sopravvissuta ai campi. È bella, è sensibile, le prove della vita le hanno tatuato l’anima. Sta fuggendo da un orfanotrofio ungherese per andare a vivere a casa di una zia, Monika. Eli, il giovane cognato di Monika, è venuto a prenderla al confine per accompagnarla nel viaggio in Cecoslovacchia, dove si ritrova clandestina in un mondo ancora in subbuglio.Ma tutto questo a Eli non interessa: lo attira solo il corpo di quella ragazza e già sul treno, affollato di una moltitudine randagia, inizia a insidiarla in un gioco cinico e crudele.Tratto dal dal romanzo di Bruck Edith Quanta stella c’è nel cielo, il film di Faenza racconta come si possa tornare dalla morte alla vita. E come, a volte, il cammino per ritrovare la speranza possa seguire trame imprevedibili. Protagonista, intorno ad Anita, è un’umanità dolente, alla ricerca di una nuova esistenza: c’è chi vuole dimenticare e chi vuole ricordare, chi mette radici e chi si imbarca per la terra promessa, chi vuole rifiutare per sempre ogni violenza e chi invece pensa che l’unico dovere è, dopo tutto, imbracciare il fucile per non essere mai più vittima. Inizialmente non volevo leggere il libro, racconta il regista perché avevo già realizzato film sull’olocausto, però questa non è la solita storia già raccontata. Mi sono immerso nella lettura e mi sono reso conto che era un tema poco trattato nel cinema, era incentrato sul “dopo” non sul “durante”, e mi piaceva l’idea di confrontarmi con una vita normale, di una ragazza che con candore non capisce come mai non viene accettata nella società post bellica. E’ un po’ quello che accade con De Filippo in Napoli Milionaria, dove non viene accettato una volta tornato dalla guerra perché nessuno vuole ricordare il conflitto bellico».”Anita B.” ha ricevuto il sostegno dal Fondo per le produzioni cinematografiche e televisive della BLS – Film Fund & Commission dell’Alto Adige nel 2013. Le riprese del film, una produzione Jean Vigo – Cinema undici con Rai Cinema, sono state effettuate anche in Alto Adige la scorsa primavera per 32 giorni e hanno interessato le località di Merano, Egna, il Forte di Fortezza e Bolzano, dove è stata ricreata una Cecoslovacchia dei tempi del dopoguerra. Il film è distribuito in sala dalla Good Films.




