“Nel 1965 eravamo in Mali io, Pier Paolo Pasolini e Maria Callas. Maria era innamorata di Pier Paolo, voleva convertirlo all’eterosessualità. Era una bambina ingenua”. L’episodio è uno dei tanti raccontati da Dacia Maraini nel film-documentario sulla sua vita nomade “Io sono nata viaggiando” (al cinema dall’11 novembre), che la scrittrice presenta a “Io donna” (in uscita il 2 novembre). Tanti ricordi, dove i Super 8 della scrittrice si mescolano alle immagini dell’Istituto Luce per descrivere 70 anni di storia italiana, con il ’68, i funerali di Pasolini, l’incontro con Fidel Castro. Tanti viaggi, soprattutto con Alberto Moravia: “Non si stancava mai. Facevamo 10 ore di jeep nel deserto, arrivavamo e voleva andare a ballare”. Nello Yemen, “Con Alberto e Pier Paolo dormimmo in una caserma, in uno stanzone da 200 posti con un solo bagno”. Ancora doloroso è il ricordo di quando, bambina, venne internata in un campo di prigionia in Giappone: “Ricordo la fame disperata. Ci davano un pugno di riso al giorno. Quando ci liberarono, camminavo a quattro zampe”. Quando, tanti anni dopo, tornò col padre in Giappone per incontrare i loro carcerieri, questi non vollero.