Davide Corona e Anna Sala, dell’Istituto Telethon Dulbecco presso l’Università di Palermo, hanno rivelato, alla rivista “Plos Biology”, l’azione delle due proteine, denominate Iswi e Parp, capaci di interferire sul meccanismo delle malattie ereditarie. Il controllo delle due proteine permetterà di mettere a punto nuove cure contro alcune patologie genetiche, come la sindrome di Williams, e alcune forme di tumore. I due studiosi hanno spiegato, quindi, che la proteina Iswi è una di quelle che meglio si sono conservate nel corso dell’evoluzione, nonché una delle più potenti, tanto da controllare il 5% del menoma: ha il compito, infatti, di indicare alla molecola del Dna quanto e come deve “impacchettarsi” su se stessa.La proteina Parp, invece, è in grado di bloccare l’azione della Iswi: “Mette una sorta di bandierina chimica su questa proteina e ne blocca l’attività”. Sala ha, quindi, chiarito: “Il risultato è che, senza l’intervento di Iswi, il Dna risulta meno impacchettato e i geni fino a quel momento inaccessibili possono essere espressi”.I due ricercatori hanno, dunque, fornito un quadro confortante in merito all’esistenza di farmaci, allo studio, capaci di bloccare la proteina Parp, in grado cioè di impedire alla Iswi di essere spenta e di poter così aprire la porta ai geni rimasti inattivati.