Se a gennaio (o in pieno inverno) vogliamo la neve ma non abbiamo nessuna intenzione di infilarci gli sci, abbiamo una notizia bellissima: la montagna si gode benissimo anche “a passo umano”. Ciaspolate facili, passeggiate su sentieri battuti, un pranzo caldo in rifugio e poi spa o terme: questo è il nostro triathlon preferito, zero performance e massimo piacere.

Perché la formula “lenta” funziona sempre

Quando togliamo la pressione dello sport, ci rimangono le cose migliori: silenzio, luce, profumo di legna, paesaggi pieni e tempo per fermarci. E soprattutto, rientriamo a casa riposati davvero, non “stanchi morti”.

Come scegliamo una ciaspolata facile (senza sorprese)

Per andare sul sicuro, prima di partire controlliamo tre cose e ci semplifichiamo la vita.

  • Distanza: meglio stare tra 4 e 8 km se siamo principianti o se vogliamo un’uscita rilassata.
  • Dislivello: sotto i 250–300 m è la fascia “serena”.
  • Traccia: preferiamo sentieri invernali battuti o percorsi segnati, soprattutto se è la prima volta.

Se abbiamo dubbi, scegliamo luoghi con una rete di itinerari invernali ben organizzata: ci permette di cambiare piano al volo senza stress.

Sicurezza: la regola che ci salva la giornata

Noi la mettiamo così: la neve è meravigliosa, ma va letta.

  • Restiamo su percorsi segnati quando non conosciamo la zona.
  • Controlliamo sempre il bollettino valanghe (AINEVA è una delle principali fonti e offre anche materiali educativi utili).
  • Se vogliamo uscire dai tracciati o salire in ambienti più “aperti”, prendiamo in considerazione guida/esperto e formazione: anche il CAI spinge molto sulle buone pratiche di autosoccorso e prevenzione.
  • Non è ansia: è buon senso. E ci permette di goderci tutto con la testa leggera.

Itinerario 1: Dolomiti “facili” tra panorami e rifugi

Base comoda: Alpe di Siusi e dintorni

Se vogliamo una neve scenografica ma semplice da vivere, questa zona è perfetta: ci sono sentieri invernali preparati e percorsi segnati che possiamo affrontare senza sentirci “in spedizione”. La rete locale parla di circa 60 km di itinerari invernali battuti e 50 km di percorsi marcati per ciaspole (e i sentieri invernali si prestano anche alle ciaspole).

La nostra giornata tipo

  • Mattina: ciaspolata breve su itinerario panoramico (ritmo lento, tante soste foto).
  • Pranzo: rifugio/malga raggiungibile a piedi (qui vince la regola “piatto caldo + dolce e siamo felici”).
  • Pomeriggio: rientro con calma o passeggiata breve al tramonto.

Perché ci piace
Perché possiamo scegliere ogni volta la difficoltà: se siamo stanchi, facciamo un giro corto. Se siamo carichi, allunghiamo. E la giornata resta sempre “buona”.

Itinerario 2: Valle d’Aosta: Cogne + spa da cartolina

Ciaspolata facile in Valnontey (o dintorni)

Qui andiamo sul concreto: ci sono proposte davvero accessibili, come anelli brevi con dislivelli contenuti. Per esempio, si trovano itinerari descritti come facili, con circa 5 km e fino a 200 m di dislivello in alcune varianti: perfetto per una ciaspolata gentile.

La nostra giornata tipo

  • Mattina: ciaspolata facile (partenza tranquilla, pause frequenti).
  • Pranzo: rifugio oppure sosta in paese (dipende dal meteo e dalla voglia di camminare).
  • Pomeriggio/sera: terme a Pré-Saint-Didier, soprattutto se vogliamo chiudere in bellezza con vasche calde all’aperto e vista montagna.

Perché ci piace
È l’itinerario “neve + coccole” per definizione: camminiamo, respiriamo, poi ci sciogliamo nelle vasche. Fine.

Itinerario 3: Valtellina: Bormio, neve slow e acqua calda

Quando vogliamo la combo “montagna vera + terme”

Bormio è una scelta comodissima perché mette insieme paesaggi invernali e cultura termale.

Opzione terme “classica”
Bormio Terme racconta acque naturalmente calde (indicativamente tra 37° e 40°) e segnala anche l’uso privo di cloro per l’acqua termale.

Opzione spa “esperienziale”
Se vogliamo un percorso più scenografico, QC Bagni Nuovi descrive un’esperienza con vasche panoramiche e aree relax tematiche.

La nostra giornata tipo

  • Mattina: passeggiata/ciaspolata breve (in base alle condizioni e al nostro livello).
  • Pranzo: rifugio o trattoria di valle (qui ci sta il comfort food, senza sensi di colpa).
  • Pomeriggio: terme/spa e rientro con quella sensazione rarissima di “mi sono ricaricato”.

Cosa portiamo: checklist anti-stress

Noi ci organizziamo così, senza esagerare.

  • Abbigliamento a strati (base + pile + guscio)
  • Guanti e berretto (sempre)
  • Occhiali da sole (la neve abbaglia)
  • Thermos o acqua + snack semplice
  • Micro-ramponcini (utilissimi se la traccia è dura o ghiacciata)
  • Frontale se pensiamo di rientrare al tramonto
  • Costume e infradito per la spa (così non ci dimentichiamo il pezzo chiave)

Il nostro weekend perfetto “neve senza sci”

Giorno 1

Arrivo, passeggiata breve, aperitivo caldo e cena presto.

Giorno 2

Ciaspolata facile + pranzo in rifugio + spa nel pomeriggio.

Giorno 3

Giretto corto al mattino (anche solo 40 minuti) e rientro.

È un format semplice, ma ci fa tornare a casa con la testa pulita.